Sicurezza
La chiesa ricorda il miracolo del Giglio
Santa Maria gremita per la messa del pomeriggio celebrata da monsignor Francalanci
PRATO. Come ogni anno la chiesa della Madonna del Giglio ricorda e festeggia l’evento prodigioso accaduto 351 anni fa, quando un giglio reciso e posto davanti al dipinto raffigurante Maria una volta seccato rifiorì. I festeggiamenti sono culminati oggi con la messa del pomeriggio, rito presieduto dal rettore del santuario, monsignor Renzo Francalanci sacerdote della chiesa latina, uno dei pochi religiosi che in Italia hanno ricevuto la Chirotesia archimandritale (benedizione abbaziale) dalle mani del patriarca melchita con il consenso dei propri ordinari. Durante l’omelia l’archimandrita ha ricordato cosa avvenne il 26 agosto di 351 anni fa. «Il dipinto raffigurante la Vergine con Gesù Bambino – racconta il monsignore – si trovava dove c’era un pozzo sulla via che costeggia questa chiesa. A maggio di quell’anno in occasione del Corpus Domini, all’interno di un vasetto, era stato posto un giglio reciso per onorare Maria e il passaggio di Gesù Eucaristia. Poi quel fiore venne messo in un angolo e da tutti dimenticato. Era il 26 agosto quando la gente del posto visto il caldo stava prendendo l’acqua ed ecco che miracolosamente quello stelo secco rifiorì. Saputo della cosa accorsero tutti a vedere l’evento prodigio. Una donna di Bagnolo - ha proseguito -che aveva una figlia di tre anni sordomuta la portò sul posto e quando avvicinò la piccola al dipinto di Maria questa iniziò a parlare». Quel dipinto, come ha spiegato monsignor Francalanci, fu poi staccato dal muro e portato all’interno della chiesa dove intorno venne realizzato un dipinto. Anche quel giglio secco e rifiorito è conservato nel santuario all’interno di una teca. Nella sua omelia il rettore ha, poi, spiegato il dipinto realizzato intorno all’immagine miracolosa della Vergine e ha parlato della chiesa costruita (con stile barocco) in seguito al miracolo. «L’evento miracoloso – ha aggiunto il sacerdote – si lega ad un fatto accaduto una decina di anni prima quando alla Pietà la Madonna venerata all’interno di una tabernacolo nei campi iniziò a piangere. Una mamma che piange non è contenta dei propri figli. Da quel momento il popolo cambiò atteggiamento ed ecco che Maria ha dato un nuovo segno attraverso quel fiore». Gremita la chiesa, presenti anche i cavalieri del Giglio e alcuni cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme che nel santuario hanno la loro sede.
Azelio Biagioni
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