Gioco
La bici bianca di Luca davanti al corteo funebre
Casale ha dato l’ultimo saluto al giovane ciclista morto domenica a Montignoso mentre si stava allenando con un amico. Tutto il paese ai funerali del ragazzo
PRATO. Un migliaio di persone hanno preso parte ieri pomeriggio ai funerali di Luca Castagnoli, il ciclista di 26 anni morto improvvisamente domenica mattina mentre si allenava in bicicletta con un amico a Montignoso (Massa). La piccola chiesa di San Biagio era già gremita prima che arrivasse il corteo funebre e non è riuscita ad accogliere tutti quelli che erano venuti per dare l'ultimo saluto a Luca, nonostante lo schermo piazzato in un locale adiacente.
Dietro alla bara il padre Moreno, la madre, la sorella e la fidanzata, che hanno portato a mano una bicicletta di marca Ridley, la bici con la quale Luca ha percorso migliaia di chilometri prima della tragedia di domenica.
Tanta la commozione in chiesa e il dolore che don Domenico Guastalegname ha cercato di lenire nella sua omelia. «Perchè proprio a lui?» si è chiesto il sacerdote, ammettendo che non esiste una risposta a questa domanda. «Quando accade una cosa del genere ci si chiede perché non è toccato a un anziano - ha aggiunto il sacerdote - e capita di dire anche qualche sciocchezza, allora meglio tacere». Nel corso dell'omelia don Domenico ha detto di aver saputo che Luca leggeva il Vangelo e ha fatto un rapido cenno alle morti di tanti giovanissimi in questa estate, forse riferendosi ai casi di decessi provocati da eccessi di alcol o droga.
Ha detto che forse questo dipende dal fatto che gli adulti non riescono a trasmettere loro i giusti valori. Fuori dalla chiesa, nella calura estiva, i conoscenti di Luca e della sua famiglia parlano di ciclismo, di corse fatte e da fare, di cadute e aneddoti vari. Perché qui a Casale la bici non sarà mai un nemico, semmai un compagno di viaggio, e quanto è successo a Luca non farà cambiare idea ai suoi amici. Del resto è probabile che anche lui avrebbe voluto così, lui che aveva insistito per correre in bici contro le perplessità dei suoi cari. E la decisione di portare la bici dietro la bara racconta di una famiglia che ha accettato con rassegnazione lo scherzo del destino, senza rinnegare la scelta fatta da un giovane che stava muovendo i suoi primi passi nella vita.
La salma di Luca Castagnoli è stata tumulata nel cimitero del paese e il servizio funebre è stato curato dalla Pubblica Assistenza.
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