Sicurezza
Fugge dalla caserma della polizia municipale dopo l'arresto
Prato, il giovane marocchino faticosamente bloccato dopo aver fatto resistenza in piazza delle Carceri è scappato in nottata mentre veniva condotto su un'ambulanza per essere sedato
PRATO. Avrebbe dovuto comparire in aula stamattina per rispondere delle accuse di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento, ma non ha voluto passare nemmeno una notte in cella. Il giovane nordafricano arrestato nel pomeriggio di martedì 25 dalla polizia municipale in piazza delle Carceri dopo aver ferito un paio di vigili perché rifiutava di essere controllato è scappato intorno alla mezzanotte, mentre gli agenti lo stavano accompagnando all’ambulanza che avrebbe dovuto portarlo, per la seconda volta in poche ore, all’ospedale Santo Stefano. Aveva quasi scardinato la porta della cella e gli infermieri hanno avuto paura a entrare dentro. Al momento di salire sull’ambulanza, parcheggiata in piazza dei Macelli di fronte al Comando della Municipale, si è divincolato ed è scappato a piedi facendo perdere, per ora, le proprie tracce. Ad aspettarlo in piazza, riferisce la Municipale, c’erano la sua compagna italiana, che aspetta un figlio da lui, e un gruppetto di amici.
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Del fuggitivo non si sa nemmeno con certezza né il nome né la nazionalità, perché non ha con sé i documenti e tutte le volte che è stato fermato dalle forze dell’ordine ha detto di essere minorenne. Fino a martedì sera ci hanno creduto, ma la Municipale ha voluto vederci chiaro e lo ha portato in ospedale, dove gli hanno fatto gli esami antropometrici (che si basano sulla calcificazione delle ossa) ed è risultato maggiorenne, anche se di poco. Chi lo ha visto martedì pomeriggio durante il parapiglia in piazza delle Carceri non aveva dubbi su questo. Già una volta era stato fermato su un mezzo privo di assicurazione e multato. Era in sella a una moto martedì quando una pattuglia gli ha intimato l’alt e la situazione è precipitata. Prima di essere caricato in macchina ha urlato a un agente: «Ti ammazzo, so che macchina hai, vengo a cercercarti».
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Già in altre occasioni, riferiscono ancora dal Comando di piazza Macelli, lo stesso giovane aveva dato non pochi problemi in occasione di controlli a polizia e carabinieri. In quelle circostanze spesso ha dato come domicilio l’abitazione dei genitori della compagna italiana, ma nel suo fascicolo ci sono altri quattro o cinque recapiti, ai quali ovviamente ieri non si è fatto vedere. La sua compagna, denunciata anche lei per resistenza, era stata riaccompagnata a casa dalla Municipale, ma avrebbe preso un taxi e ha raggiunto il nordafricano in ospedale. Di lì è stata riportata insieme a lui al Comando, ma poco dopo lui è riuscito a fuggire.
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