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I condizionatori del museo inquinano: tre anni per l’ok alla bonifica

di Cristina Orsini
I condizionatori del museo inquinano: tre anni per l’ok alla bonifica

Prato, una storia minima ma che rivela la lentezza della burocrazia. E’ quella dell’impianto di condizionamento di Palazzo Pretorio, collocato nella parte posteriore dell’edificio dell’ex Monte dei Paschi

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PRATO. Una storia minima ma che rivela la lentezza della burocrazia. E’ quella dell’impianto di condizionamento di Palazzo Pretorio, collocato nella parte posteriore dell’edificio dell’ex Monte dei Pegni, nella corte che affaccia su via del Porcellatico.

Ecco, i poderosi macchinari - una sfilza ben visibile dai cancelli che chiudono la corte - che mantengono a livello la temperatura del museo, si è scoperto che inquinavano acusticamente: in funzione le apparecchiature superavano il numero di decibel consentito. Non si sapeva, ora si sa. Ma per approvare i lavori di bonifica sono occorsi ben tre anni: dalla primavera 2013 (giunta Cenni) fino al via libera della giunta Biffoni arrivato il 7 agosto 2015: quattordici giorni fa. E con una spesa pari a 50.000 euro. Insomma, a parte la spesa, da tre estati, compresa questa, i residenti del vicolo - grazie alle cui segnalazioni si è poi arrivati ad accertare che effettivamente i condizionatori facevano troppo rumore - sopportano pazientemente che qualcuno intervenga.

Palazzo Pretorio, dopo il restauro, è stato restituito ai pratesi nel settembre 2013 in occasione dell’inaugurazione della magnifica mostra dal Donatello al Lippi. Le segnalazioni dei residenti sono iniziate subito: via stretta, silenziosa, poco traffico, evidente il rumore dei condizionatori.

L’affidamento dell’incarico tecnico per la redazione del progetto di bonifica alla società Sisma Engineering di Prato (che ha anche ottenuto nel giugno 2014 l’incarico per il risanamento acustico di via Aldo Moro e un mese prima una parte dei lavori sull’impianto di trattamento acque della ex Campolmi) è del 22 novembre 2013. Due mesi dopo, non male come tempi. Che però a questo punto si sfilacciano.

E’ anche vero che l’intervento è delicato. Sia come sia, la relazione tecnica (62 pagine piene di calcoli, tabelle, diagrammi, indicazioni e spiegazioni) viene consegnata in Comune nel gennaio del 2014: un anno e un mese dopo l’affidamento dell’incarico (il costo della bonifica è pari a 39.700 euro, più iva al 10% 3.970 euro, più l’incentivo di progettazione apri a198,50 euro e gli imprevisti 6.131,50 euro, totale 50.000). Non è finita, perché il palazzo è storico e c’è bisogno del via libera della Soprintendenza che arriva il 14 aprile 2014. Dopo altri 4 mesi. Di lì a farne passare ancora 16 per l’ok definitivo c’è voluto poco.

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