Il Tirreno

Prato

Esami fuori tempo massimo

di Francesco Albonetti
Esami fuori tempo massimo

Ecografia alle ossa: quattro mesi. Cinquanta giorni per una visita ortopedica

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PRATO. Per un’ecografia muscolo-tendinea alla mano avrebbe dovuto attendere quattro mesi. Per fortuna Giuliano Montini ha pensato bene di rivolgersi ad un istituto privato dove, oltre ad effettuare l’esame in tempo quasi reale (pochi giorni dopo la richiesta), ha speso appena due euro in più rispetto al ticket dell’azienda sanitaria. La vicenda di Montini, di cui ci siamo occupati nella cronaca di Prato di ieri, è solo un piccolo esempio di quanto accade quotidianamente a decine di utenti che, in possesso della richiesta del medico di famiglia per essere sottoposti a esami diagnostici o visite specialistiche, si sentono affibbiare dal Cup dell’azienda sanitaria pratese appuntamenti dai tempi biblici.

È abbastanza semplice avere una fotografia della situazione: basta andare sul sito internet dell’Asl 4, dove, a cadenza settimanale, vengono publicati i tempi di attesa per tredici prestazioni diagnostiche e nove visite specialistiche. Sono quelle che, secondo una delibera regionale, devono rispettare determinati tempi di attesa: al massimo 30 giorni nel caso di esami diagnostici e al massimo 15 giorni per le visite mediche. Tempi che, anche alla data del 17 agosto 2015, vengono in gran parte disattesi. L’ecografia muscolo-tendinea non rientra in questi tetti, in quanto non viene ritenuto un esame di importanza vitale, o comunque urgente per la salute. Tuttavia, non è un caso se, qualche anno fa, per citare esempi negativi di tempi non rispettati, il Difensore civico regionale indicava fra gli altri casi anche quello - proprio il caso del nostro lettore - della prestazione di ecografia muscolo-tendinea nell’Asl 4 di Prato. Ma vediamo i tempi di attesa aggiornati.

Tempi non garantiti in 10 esami su 13. Il quadro aggiornato al 17 agosto è sconfortante sulle prestazioni diagnostiche: in 10 casi su 13 il tempo massimo dei trenta giorni non viene garantito dalla sanità pubblica pratese. Iniziamo dai casi positivi: l’ecografia transrettale è garantita in 22 giorni; per una rx digerente e una rx clisma doppio contrasto occorrono 24 giorni. Tutto bene, anzi no. Per gli altri esami i tempi si allungano, per alcuni non di poco. La pecora nera in questo momento è l’eco osteoarticolare, in pratica un’ecografia alle ossa, per cui occorrno ben 116 giorni: quasi quattro mesi. Al secondo posto nella lista nera abbiamo l’eco testicolare: 51 giorni. Segue di poco l’eco screning delle anche: 50 giorni. Si passa poi all’ec transvaginale, 46 giorni. Tutte le altre prestazioni si avvicinano alla metà, cioé al tetto fissato dalla Regione di trenta giorni, ma lo superano: occorre attendere 32 giorni per la rx teleradiografia, l’rx ortopantomografia, l’rx al torace, l’rx achide in toto in ostostatismo (riportiamo la dicitura utilizzata dall’Asl) e, sempre 32 giorni, per i raggi x agli arti sotto carico. E’ evidente come la sofferenza sia soprattutto per le più moderne ecografie, rispetto ai più tradizionali esami ai raggi x.

Visite mediche: tempi sforati in 5 casi su 9. Passando alle visite specialistiche, la situazione migliora, ma solo di poco. Quelle che garantiscono i 15 giorni di attesa sono 4 su 9, circa la metà: 2 giorni la visita oculistica, 2 giorni la visita ginecologica, 3 giorni la visita otorinolaringoiatrica, poi si sale a 14 giorni per la visita neurologica. Passando alla lista nera delle visite mediche, il primato negativo spetta alla visita ortopedica: 50 giorni di attesa. Segue la visita urologica: 36 giorni. Per chi prenota, invece, una visita dal dermatologo dell’Asl occorrono 35 giorni. Si passa poi ai 24 giorni della visita urologica e ai 23 giorni della visita chirurgica.

Anziani: 80 in lista per la Rsa. Il dolente capitolo sulle liste di attesa comprende anche gli aspetti socio-sanitari, a cominciare dagli anziani non autosufficiente. Circa due mesi fa è arrivata la bella notizia che l’Asl pratese ha ottenuto il finanziamento regionale di quasi 3 milioni per il 2015. Una boccata d’ossigeno, ma non ancora sufficiente, anche perché non tutta questa cifra tocca all’assistenza agli anziani. La lista di attesa per accedere ad una residenza sociale assistita (Rsa) sfiora l’ottantina. I 3 milioni vengono destinati in parte all’ospedale Santo Stefano e in parte alla sanità territoriale, compresa l’assistenza agli anziani non autosufficienti. Il finanziamento destinato agli anziani non autosufficienti con più di 65 anni di età assegnato alla Società della salute (non all’Asl) per il 2015 è di 2 milioni e 926mila euro. La Società della Salute ha ripartito una parte consistente della cifra fra le varie voci, che comprendono l’assistenza domiciliare ai non autosufficienti dei comuni dell’area pratese, il pagamento delle rette sociali nelle Rsa per i ricoveri a carattere temporaneo (importante soprattutto durante l’estate), la quota prevista per le rette sociali di ricovero stabile nelle rsa e la cifra prevista per le rette di ricovero semi-residenziale.

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