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Prato

mozione di berselli in consiglio

«Muoiono migliaia di cipressi e nessuno sta facendo niente»

«Muoiono migliaia di cipressi e nessuno sta facendo niente»

PRATO. Sono ormai migliaia i cipressi pratesi e toscani che da sempre-verdi diventano color ruggine rosso-scuro, e rapidamente si seccano, inaridiscono come se fossero stati colpiti da vicino dal...

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PRATO. Sono ormai migliaia i cipressi pratesi e toscani che da sempre-verdi diventano color ruggine rosso-scuro, e rapidamente si seccano, inaridiscono come se fossero stati colpiti da vicino dal calore del fuoco. Il fenomeno si sta diffondendo anche nell'ambito del territorio comunale di Prato e in tutta la provincia. I cipressi, vera e propria identità di riconoscimento del paesaggio toscano sono malati, ma quasi nessuno ne parla. L’allarme arriva dal consigliere comunale di opposizione Emanuele Berselli. «Da mesi è in atto una epidemia di afidi che sta interessando un po' tutte le province della toscana - dice Berselli - Un fenomeno molto più consistente e grave di quello registrato dodici anni fa e anche dell'epidemia del 1986».

Berselli ha presentato una mozione che chiede venga discussa e approvata dal consiglio comunale, con la quale si chiede un impegno dell'amministrazione a monitorare con la massima urgenza ed attenzione il fenomeno, mettendo in campo le competenze di cui dispone il Comune e comunque chiedendo anche il supporto alle altre istituzioni e alla Regione. Berselli sostiene che «serve un impegno preciso per un protocollo di interventi, unico, rapido e condiviso, tra il Comune di Prato, gli enti locali dell'aera pratese e della piana, le università toscane, il servizio fitosanitario della Regione, per trovare le soluzioni migliori per cercare di contenere in maniera efficace, l'epidemia dell'afide dei cipressi».

«Sarebbe importante che il consiglio comunale si esprimesse in questa direzione - sottolinea Berselli - perché a Prato e nei territori circostanti sono mesi che il fenomeno si sta propagando. Finora c'è stato un silenzio assordante delle istituzioni locali e della Regione».

«Per ora - prosegue il consigliere Berselli - si sentono solo generiche ipotesi e congetture tra loro anche contrastanti, ma evidentemente non sono state approfondite le motivazioni del perché si è diffusa l'epidemia».

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