Il dolore
È VIETATO SCRIVERE “SETTEMBRE PRATESE”
di PAOLO NENCIONI Forse non tutti sanno che è vietato scrivere “Settembre pratese” quando si parla del programma di eventi che nel mese di settembre animeranno, appunto, la città di Prato. Sembra una...
di PAOLO NENCIONI
Forse non tutti sanno che è vietato scrivere “Settembre pratese” quando si parla del programma di eventi che nel mese di settembre animeranno, appunto, la città di Prato. Sembra una battuta ma è proprio così. Ce lo fa sapere l’architetto Alessio Mazzeo, che è un privato cittadino ma si definisce anche ideatore e promotore del Settembre pratese, le attività che negli ultimi tre anni si sono svolte nelle prime due settimane del mese in piazza Mercatale (da non confondere con la Palla Grossa già organizzata da Claudio Belgiorno o col Tondo Mercatale gestito da Alessandro Rubino).
L’architetto Mazzeo ha letto i giornali di questi giorni, si è imbattuto nei titoli che parlano di Settembre pratese e ha deciso di scrivere alle principali testate cittadine per inoltrare una formale diffida a usare quella coppia di parole, avvertendo che «ogni futuro ulteriore abuso sul nome dell’Evento potrebbe ingenerare un contenzioso legale». Nelle redazioni è corso un salutare brivido, in questi giorni ancora abbastanza caldi. «Il Settembre pratese - ci spiega Mazzeo - così come le idee nate in seno ai Tavoli di partecipazione, sono coperti dal diritto d’autore con regolare deposito presso la Camera di commercio». E dunque, secondo l’architetto, sono sottratti alla disponibilità di chi, impunemente, decida di titolare un articolo su quello che i pratesi continueranno a chiamare Settembre pratese. Perché il nome ufficiale dato ora dal Comune alla manifestazione è in effetti “Settembre. Prato è Spettacolo”, ma è difficile immaginare un marito che dica alla moglie: «Sai che c’è? Perché stasera non ci facciamo un giro a Settembre. Prato è Spettacolo?». Eppure Mazzeo si era mosso per tempo. Sostiene di aver già illustrato il «quadro della situazione del Settembre pratese con una missiva del 26 settembre 2014 al vicesindaco Simone Faggi» e, per non lasciare nulla di intentato, di averlo ripetuto al sindaco Biffoni e all’assessore alla Cultura Mangani «nel marzo ultimo scorso».Insomma, chi doveva sapere sapeva, fatta eccezione per i giornali e per i restanti poco meno di 200.000 pratesi. Ma tant’è. Secondo l’architetto c’è anche una giustificazione giuridica e sostanziale. Il vero Settembre pratese, dice, «è un evento privato su suolo pubblico e soggetto al pagamento del suolo pubblico e dei servizi a carico dei proponenti», mentre «l’Amministrazione quest’anno ha avuto un’idea diversa e pertanto ha dato all’evento un nome diverso».A questo punto una domanda sorge spontanea: in cosa consisterà quest’anno il “vero” Settembre pratese, quello coperto dai diritti d’autore? Di questo al Comune non risulta traccia. Ci sarà uno straordinario poker di concerti all’inizio del mese in piazza Duomo, tornerà la Palla Grossa, arriveranno i The Kolors e Morgan e suonerà all’ex Ippodromo. Succederà a settembre nella città di Prato ma non si potrà dire che è stato un bel Settembre pratese. Anche se, con buona pace dell’architetto Mazzeo, il marito continuerà a dire alla moglie: «E dai, facciamoci un giro al Settembre pratese».
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