Il Tirreno

Prato

il giallo di bilancino

Gennifer, si pensa al risarcimento

Uccisa dall’amico, i familiari puntano sull’investimento colposo

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PRATO. A un anno dalla morte di Gennifer Miccio, la giovane donna uccisa dall'amico Daniele Baiano (poi impiccatosi) al lago di Bilancino la notte di Ferragosto dell'anno scorso, la famiglia di Gennifer sembra voler percorrere la strada del risarcimento danni. Per questo è stato rinnovato l'incarico alla società di servizi Gruppo Mazzini di Padova per svolgere tutti gli approfondimenti del fatto in sede civile. Se verrà dimostrato che la morte di Gennifer non fu la conseguenza di un atto volontario di Daniele Baiano, ma un investimento involontario, si aprirebbe lo spazio per una richiesta di danni all'assicurazione dell'auto dell'uomo. «Siamo ancora addolorati per la perdita della nostra amatissima Gennifer - scrivono i familiari della donna - ma abbiamo la consapevolezza di aver fatto tutto quello che si poteva fare per la ricostruzione dei fatti e l'accertamento delle responsabilità senza tralasciare alcun particolare. Ringraziamo la polizia e l'autorità giudiziaria per il lavoro svolto e per averci permesso di partecipare, attraverso i professionisti da noi incaricati con la massima collaborazione ad ogni momento delle indagini». Il procedimento penale è stato definito con decreto di archiviazione dal giudice per le indagini preliminari di Firenze. «Le motivazioni del gip - spiegano gli avvocati Omar Bottaro e Roberta Brigato - hanno però ulteriormente confermato la nostra convinzione circa la natura colposa dei fatti e cioè di un involontario investimento da parte del Baiano».

«Tale tesi, che il gip di Firenze definisce come “certamente non risibile, ed anzi dotata di una certa qual credibilità“, non può - per le procedure di legge - esser approfondita nel procedimento penale, definito appunto con archiviazione per morte del reo. Davide Munaro, presidente del Gruppo Mazzini, e il suo collaboratore Giorgio Franchetti, ritengono che fin dai primi momenti siano apparse poco chiare e non convincenti le ricostruzioni degli inquirenti.

«Ci conforta ulteriormente - dichiarano i familiari di Gennifer - che il gip di Firenze sostenga che tutti gli approfondimenti da noi richiesti potrebbero avere un senso in un ambito civilistico». Per questi motivi, «in considerazione dell'amore per Gennifer e del rispetto della vita umana», la società di servizi Gruppo Mazzini di Padova ha ricevuto l'incarico di svolgere tutti gli approfondimenti del fatto in sede civile.

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