Il Tirreno

Prato

Tempesta di vento, mini contributo per i danni agli edifici privati

Cristina Orsini
La ditta Marini sventrata dal vento
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La ditta Marini sventrata dal vento

La Regione ha stanziato il primo milione e 800.000 euro, a Prato arriveranno circa 87.000 euro. La sorpresa sta nelle poche domande di risarcimento arrivate: solo 71 scese a 65. A ciascuno toccheranno 937 euro ma per riceverli sono due le date da ricordare

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PRATO. In arrivo i contributi regionali per i privati, famiglie e aziende, che hanno subito danni per la tempesta di vento del 5 marzo scorso.  Entro la fine di ottobre, se domande e documentazione allegata saranno in ordine, gli aventi diritto potranno contare sull’arrivo dei soldi: non si tratta di cifre astronomiche – circa 937 euro a richiedente -  ma andranno a coprire una parte (la media dei danni sta tra i 1.000 e i 3.000 euro) delle spese sostenute per ripristinare tetti e strutture colpite. “La disponibilità del fondo regionale c’è già – afferma il vicesindaco Simone Faggi con delega anche alla Protezione civile – per l’erogazione è solo necessario attendere il completamento   delle pratiche”

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I contributi di solidarietà. Piuttosto complesso il meccanismo della legge regionale varata nei giorni immediatamente successivi all’urgano. “La Regione ha messo a disposizione  3 milioni di euro di contributi di solidarietà a forfait -  spiega il dirigente della Protezione civile Sergio Brachi – dei quali però ne sono stati liquidati il 60%”. Dunque poco più di un milione 800.000 euro che andranno a sole sei province “quelle – prosegue Brachi - che hanno prestato nei tempi stabiliti la rendicontazione”. Il rimanente 40% la Regione lo liquiderà quando e se le province colpite dalla tempesta si metteranno in regola. Ma questa è un’alta storia.

Poche richieste. A Prato che è una delle sei province che hanno espletato le pratiche nei tempi stabiliti, a conti fatti, toccano 86.796 euro che saliranno a 144.000 se verrà sbloccato l’ulteriore 40%. Ma è qui che c’è la sorpresa: negli uffici predisposti dal Comune per raccogliere le domande, solo 71 hanno riguardato il contributo di solidarietà. E sulla base di una prima valutazione, 6 sono già risultate inammissibili. Dunque solo 65 famiglie pratesi otterranno qualche euro.  Nel resto della provincia le domande si contano: sono 15 a Montemurlo, 5 a Carmignano, 2 a Vernio, 1 a Poggio, nessuna a Vaiano.  

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I criteri della legge. “Complessivamente le richieste danni – prosegue Brachi – hanno superato quota 900 ma si tratta di richieste di finanziamenti nazionali che chissà mai se arriveranno”. E’ anche vero, però,  che la legge regionale – fatta appositamente per dare respiro alle situazioni familiari più deboli - imponeva criteri piuttosto rigidi per accedere all’elenco: un Isee non superiore ai 36.000 euro, un tetto massimo di contribuzione fissato in 5.000 euro, la cumulabilità del contributo con altri finanziamenti  ma la non cumulabile con indennizzi assicurativi. Sia come sia,  il numero di richieste è risultato inaspettatamente basso.

Un aiuto ai meno abbienti. Per capire come si arriva ai 937 euro c’è però bisogno di un altro passaggio. La legge regionale dà mano libera ai Comuni sulla destinazione del pacchetto di contributi. E quello di Prato ha deciso di suddividere i quasi 87.000 euro in due fasce: il 70% del totale verrà distribuito a pioggia e in misura uguale a tutti i 65 richiesti – ed eco i 937 euro – il 30% però andrà unicamente ai richiedendo con Isee sotto i 18.000 euro. Insomma alle fasce di popolazione meno abbienti. “Probabilmente a livello percentuale – commenta Faggi – alle fasce più deboli  arriverà qualcosa di più. Ci è sembrata però una misura di equità”.

UNA NOTTE DI PAURA POI LA CONTA DEI DANNI

Due scadenze importanti. Due le scadenze che i 65 aventi diritto devono segnarsi sul calendario per ricevere il denaro: il 19 settembre data ultima per la presentazione dei nuovi attestati Isee (in molti ancora attendono la consegna delle documentazione) e il 30 settembre per la presentazione delle fatture dei lavori effettuati. Solo dopo quella data le pratiche prenderanno la dirittura di arrivo per arrivare a fine ottobre con la consegna dei contributi.

Gli edifici pubblici. Tutto questo per quanto concerne gli aiuti per i danni alle strutture private. Molto diversa la strada per i fondi nazionali che vanno a risarcire i Comuni per i danni subiti agli edifici pubblici (scuole, spazi verdi e quanto d’altro). Il Comune di Prato ha già speso oltre un milione e 100.000 euro. Ne arriveranno si e no la metà: tra i 500 e i 600.000 euro su un totale di 12 milioni e mezzo stanziati dal governo.

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