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Prato

Accoltellato nel garage dei disperati

Accoltellato nel garage dei disperati

Cinese rischia di morire dissanguato dopo una furibonda lite in un seminterrato di via Respighi. Mistero sul movente

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PRATO. Un grave fatto di sangue è avvenuto nel corso della notte nei garage di un condominio di via Respighi, a San Paolo. Secondo le prime informazioni raccolte sul posto, un cinese di 43 anni è stato accoltellato ed è stato soccorso in gravi condizioni da un'ambulanza inviata sul posto dalla centrale del 118.

L'episodio, sul quale stanno indagando i carabinieri del Nucleo investigativo, si sarebbe verificato intorno alle 4,30. Sul posto sono rimaste evidenti tracce di sangue, numerate dai carabinieri alla ricerca di elementi per risalire all'aggressore o agli aggressori, e ovviamente al movente.

Al momento dell'arrivo dell'ambulanza e dei carabinieri, sul posto è stato trovato il ferito sanguinante e un altro cinese che lo stava soccorrendo. Il secondo orientale è stato portato al comando provinciale per essere sentito dagli investigatori.

Dice che stava dormendo quando ha sentito delle grida, ma non ha fornito elementi utili per il rintraccio dell'aggressore. Nel corso della notte il ferito è stato sottoposto a un intervento chirurgico all'addome e a una gamba ed è ricoverato in prognosi riservata, ancora in pericolo di vita.

Non è ancora in grado di raccontare che cosa gli è successo. In ospedale le sue condizioni si sono improvvisamente aggravate perché una coltellata gli ha reciso l'arteria femorale e rischiava di morire dissanguato.

I carabinieri ritengono che viva in uno dei box e sia stato raggiunto da un connazionale che per qualche motivo lo ha accoltellato al termine di una breve lite. Il quarantatreenne è conosciuto per piccoli precedenti (reati contro il patrimonio) e non risulta che abbia un’occupazione stabile

In fondo all'ampio corridoio che divide due file di garage del condominio, c'è un tavolo verde da gioco, sul quale è stato trovato un piatto di metallo con resti di cibo, nel cestino lattine di bevande con ideogrammi cinesi.

Ma l'ipotesi che l'accoltellamento sia arrivato al culmine di una lite legata al gioco d'azzardo non viene presa in considerazione perché i carabinieri non hanno trovato né carte né fiches sul tavolo.

Solo il ferito, se lo vorrà, potrà raccontare com’è andata. Potrà cioè indicare il nome di chi lo ha aggredito, e che quasi certamente lo conosce, e il motivo che lo ha spinto a farlo. In nove casi su dieci di questo tipo si è scoperto che si trattava di una questione di soldi.

Ma al momento la vittima dell’aggressione non può parlare, è sedato nel reparto di rianimazione ed è ancora in pericolo di vita. (p.n.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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