Il Tirreno

Prato

La notte da incubo di una giovane coppia

Presi a sprangate al semaforo. «E non sappiamo perché...»

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PRATO. Un attimo prima stavano mangiando una pizza in un locale di via Valentini, un attimo dopo erano stesi a terra in via del Romito, sanguinanti, aggrediti selvaggiamente senza un apparente motivo. E' stata una notte da incubo per una coppia di giovani coniugi, picchiati, rapinati e finiti all'ospedale. I loro volti e la loro auto portano ancora i segni di un violento pestaggio sul quale stanno indagando i carabinieri.

Lei, 22 anni, dipendente di un'azienda di spedizioni, chiede di non fare il proprio nome perché ha paura di essere individuata dagli aggressori ancora in libertà, ma vuole raccontare quel tornado di violenza inspiegabile che si è abbattuto senza preavviso sui loro corpi in una notte di mezza estate.

«Insieme a mio marito siamo andati a cena in una pizzeria di via Valentini - spiega la donna - Poco dopo le 23 siamo risaliti in macchina per tornare a casa, nella zona delle Fontanelle. Poco prima del semaforo all'incrocio tra via Pomeria e via del Romito mio marito, che era al volante, ha superato un'auto grigia che procedeva molto lentamente, poi ci siamo fermati al semaforo rosso e da quella vettura è sceso un uomo con una spranga di ferro in mano che ha cominciato a insultarci pesantemente. Noi gli abbiamo detto se per favore andava via, ma lui per tutta risposta ha dato un cazzotto dal finestrino a mio marito».

Colpa di quel sorpasso? La donna lo esclude. «Non c'è stato niente di particolare, abbiamo soltanto superato quell'auto che andava piano, non ci sono state parole e non ci sono stati gesti. Quello lì, l'aggressore, forse era sotto l'effetto di qualcosa, non me lo so spiegare altrimenti».

Ma era solo l'inizio di una spirale di violenza. «Mio marito ha cercato di allontanarsi, eravamo bloccati dall'altra auto dove c'erano un paio di donne in carne, lui gli ha dato un colpo sul paraurti per liberarsi e abbiamo percorso poche decine di metri, ci siamo fermati in via del Romito, volevamo fotografare la targa della macchina e io ho chiamato il 112, ma loro sono arrivati velocissimi. L'uomo ha tirato fuori dall'auto mio marito e ha cominciato a colpirlo alla testa, poi si è messo a spaccare i finestrini della nostra macchina con la spranga, io ero terrorizzata. Sono stata aggredita dalle due donne, che continuavano a dirmi che volevano il telefono cellulare, penso che i carabinieri abbiano sentito tutto perché ero ancora in linea col 112. Mi sono rannicchiata a terra mentre mi colpivano e quando ho riaperto gli occhi ho visto un passante che si avvicinava, mi ha detto che era un infermiere e insieme abbiamo chiamato il 118».

Il marito, 26 anni, di professione muratore, era a qualche metro di distanza, sanguinante. L'aggressore gli ha preso l'iPhone, mentre le due donne hanno portato via le chiavi dell'auto della coppia, forse per non farsi seguire.

I due coniugi sono stati soccorsi da un paio di ambulanze, mentre le pattuglie del Nucleo radiomobile si mettevano sulle tracce degli aggressori, finora senza successo. Secondo i due coniugi erano sicuramente italiani, e l'aggressore parlava con accento meridionale. Il marito è stato giudicato guaribile in 25 giorni per la frattura dello zigomo e contusioni varie («Non può mangiare niente di solido - spiega la moglie - e domani dovrà andare a Careggi per farsi ridurre la frattura»), la donna se la caverà in 7 giorni per un forte trauma cranico. «L’unica nostra fortuna è che avevamo lasciato nostro figlio di 4 anni da mia madre - dice la donna - Non voglio nemmeno immaginare che cosa sarebbe successo se fosse stato in macchina con noi…».

Prima che l’auto degli aggressori potesse allontanarsi i due coniugi sono riusciti a prendere un paio di lettere e un paio di numeri della targa e questo potrebbe aiutare le indagini dei carabinieri. Nel punto in cui è avvenuta l’aggressione non ci sono telecamere, ma ce ne sono più avanti e dunque l’auto, forse una Peugeot, potrebbe essere individuata grazie alla paziente analisi delle immagini.

Al momento i carabinieri non si sbilanciano su nessuna ipotesi, e dunque restano in campo le ipotesi della rapina o della lite stradale degenerata. Ma anche se fosse così, non si spiegherebbe l’uso sproporzionato della violenza.

Paolo Nencioni

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