Il Tirreno

Prato

"Caro ladro, ti pago il welfare, rendimi almeno la fede"

L'immagine simbolo di un furto in abitazione
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L'immagine simbolo di un furto in abitazione

Lettera sfogo di un'insegnante pratese derubata: "Pago le tasse per garantire l'assistenza che protegge anche te ma non garantisce la mia sicurezza. Riportami l'anello"

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"Caro ladro, sei venuto ieri, penso in serata, a visitare la mia casa". Inizia così la lettera aperta che una insegnante pratese, Eugenia Marrocchi, ha inviato al Tirreno per raccontare un'esperienza che purtroppo è comune a molti cittadini, quella di tornare a casa e non trovarvi più gli oggetti a cui si era affezionati. Uno sfogo, una riflessione, ma anche una richiesta.

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"Caro ladro - continua la lettera di Eugenia - mi hai portato via diversi oggetti d’oro. Quegli oggetti non erano lingotti anonimi, ma oggetti  che si legavano a tanti ricordi, momenti della mia vita, a persone. Senza pensarci hai portato via il mio anello di fidanzamento, gli orecchini regalati da mia nonna, la mia fede dove ci sono chiaramente incisi il nome mio e di mio marito e la data di matrimonio 24-05-97".

"Hai rubato a me, che da onesta cittadina pago le tasse per sovvenzionare quel welfare che protegge anche te, quel welfare che ti aiuta. Sei entrato nella mia casa, violando la mia intimità. La mia casa posta in un comune che ti ospita, in una nazione che ti accoglie. Lavoro, e gran parte dei soldi che guadagno con il mio lavoro li utilizzo per aiutare te. Faccio un lavoro “sociale” impegnandomi ad educare i ragazzi e magari tra loro anche i tuoi figli o i figli di tuoi amici. Lo stesso per mio marito, che si prodiga ad aiutare tutti nessuno escluso e magari anche te qualche volta hai chiesto il suo aiuto".

"Una buona parte del mio stipendio mensile viene utilizzata per quel welfare che serve a te e che fa sentire tanto impotente me. I carabinieri, al momento della denuncia, mi hanno detto chiaramente che cose così accadono tutti i giorni, a decine. Avevano l’espressione sconsolata, quasi sconfitta. Con i soldi che pago, da cittadina, non riesco ad assicurarmi sicurezza nella mia casa. Non riesco ad assicurarmi che venga fatta giustizia. Devo pagare le mie medicine. Assicuro però a te un welfare a cui ti puoi rivolgere. Probabilmente non ti perderai nella lettura di queste righe, ma ieri sera, caro ladro, hai rubato a casa mia, a casa di una cittadina che lavora per te. Almeno, caro ladro, riportami la fede".

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di Redazione web