Il Tirreno

Prato

Sequestrate 52 macchine da cucire in due confezioni

Blitz della Squadra interforze alla Chiesanuova. Gli operai cinesi controllati erano in regola col permesso di soggiorno

1 MINUTI DI LETTURA





PRATO. La Squadra interforze ha controllato nella mattinata di oggi, 10 agosto, un capannone a Chiesanuova di proprietà di una ditta italiana, affittato a due ditte di confezioni-abbigliamento gestite da imprenditori di nazionalità cinese. Molte le persone intente al lavoro al momento dell'accesso, tutte di nazionalità cinese e tutte in possesso di permesso di soggiorno secondo gli accertamenti eseguiti dalla polizia. Lo rende noto un comunicato del Comune. E' ancora al vaglio la posizione lavorativa dei presenti da parte degli Ispettori del Lavoro ma dai primi accertamenti pare che molti dei lavoratori non risultino regolarmente assunti. La Direzione Territoriale del lavoro procederà eventualmente alla sospensione dell'attività imprenditoriale nel caso risulti un numero di lavoratori a nero superiore al 20%. I tecnici della Prevenzione della Asl Unità Funzionale Prevenzione e Sicurezza dei Luoghi di Lavoro insieme ai vigili del fuoco hanno proceduto ad impartire prescrizioni per la regolarizzazione dei locali alle norme in materia di prevenzione antinfortunistica ed antiincendio.

La polizia municipale ha disposto il sequestro amministrativo dei 52 macchinari tessili in uso ad entrambe le ditte di confezioni per la mancanza del certificato di agibilità dei locali, risultati non rispondenti alla planimetria catastale depositata, da cui emerge l'abusiva suddivisione in due parti di un unico fabbricato. Lo stato dei luoghi dovrà essere ripristinato oppure andrà regolarizzato il frazionamento.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa