Il Tirreno

Prato

L’Anfiteatro cade a pezzi ed è pericoloso

di Ilenia Reali
L’Anfiteatro cade a pezzi ed è pericoloso

A due anni dalla caduta della bambina sono state cambiate solo le ringhiere nonostante l’area si stia sbriciolando

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PRATO. i sbriciola il pavimento dell'anfiteatro di Santa Lucia. E si sbriciolano i denti della bimba che all'inizio di agosto del 2013 cadde, facendo un volo di quattro metri, mentre giocava proprio lì. Doveva essere un posto sicuro nato per far giocare i bambini in sicurezza e invece, la ringhiera crollò mangiata dalla ruggine. Da quel giorno nulla è cambiato nel giardino. Anzi. La situazione è forse peggiorata. Solo le ringhiere sono state sostituite nonostante ci siano molti altri problemi che rendono questo splendido spazio della frazione pericoloso. E' sufficiente dare uno sguardo di insieme allo spazio giochi, ancora abitualmente utilizzato dagli abitanti di Santa Lucia per rendersi conto che non siamo in un posto sicuro.

A cominciare dall'illuminazione. Lungo le scale che portano proprio al punto dove cadde la bimba (all'epoca aveva nove anni) le luci incassate lungo il muro sono tutte spaccate. Sembrano sradicate dal muro, una dopo l'altra.

Intorno ci sono scritte ovunque, messaggi lasciati dai ragazzi che sul muro, teatro dell'incidente, hanno disegnato una porta per giocare a pallone. Le scritte sono il male minore però. Non possono fare danni. E' il pavimento invece il vero incriminato. Nelle piastrelle di cemento attaccate l'una all'altra la terra in mezzo a ceduto e il dislivello è importante, quasi un percorso a ostacoli per chi ha problemi di deambulazione. E' più avanti quando arriva la parte in cotto che la situazione si fa seria. E' tutto sbriciolato: le scale per scendere al centro dell'anfiteatro, le sedute sono sradicate e non incollate al cemento, i cubotti di cotto sono sparsi un po' ovunque. Cadere è un attimo se non si fa attenzione. "Ogni tanto qualcuno cade a terra", raccontano i residenti delle case che si affacciano sulle strade adiacenti. "Capita spesso che si vede chi esce dal cancello zoppicante per aver messo male il piede".

Eppure il tempo per risistemare c'è stato. E anche l'urgenza visto quello che è capitato alla bambina. L'inchiesta, coordinata da Lorenzo Gestri, ha portato ad individuare due indagati per gravi lesioni colpose: il legale rappresentante dell'impresa che eseguì i lavori e il dirigente dell'ufficio comunale che firmò la determina dell'avvenuto collaudo dell'opera.

La balaustra si legge nella perizia è più piccola e poco ancorata al cemento, diversa da quella del progetto originario.E' evidente, anche senza perizia, che anche il materiale utilizzato per pavimentare l'anfiteatro non era di buona qualità. Un privato l'avrebbe sicuramente contestato. Anche nel 2013 era lesionato. Meno di adesso ma molto lesionato. E non serve nessuna perizia per capire che anche quello può essere un pericolo.

Il sindaco Matteo Biffoni, già a luglio dell'anno passato (a onor del vero appena eletto) disse che entro l'estate quei lavori sarebbero stati fatti. Ora, in concomitanza della chiusura delle indagini, ha spiegato che partiranno a settembre. Intanto per tutta l'estate l'anfiteatro è stato utilizzato. Alla bambina è stato riconosciuto il 22% di invalidità e non ha avuto alcun risarcimento. La sua famiglia, come aveva già avuto modo di dire l'anno passato, sta affrontando costose spese per curare la figlia. E non senza difficoltà.Intanto domani mattina l'avvocato della famiglia Giuseppe Perrone andrà a ritirare la consulenza e prenderà delle decisioni definitive sui passi che farà per dare un po' di giustizia alla famiglia. Famiglia che sta vivendo questa situazione con tanta amarezza. «In questi due anni - racconta il padre - abbiamo portato nostra figlia dal dentista anche due volte a settimana. Le dico solo che abbiamo anche venduto un immobile per pagare le cure e ci siamo dovuti far prestare dei soldi anche da amici e parenti. Alla bambina si sbriciolano i denti uno dopo l’altro e per noi è la priorità. Siamo passati dall’essere una famiglia normale, forse anche benestante, a una famiglia che fa la spesa con la calcolatrice. E lo dico con dispiacere ma dalla politica abbiamo avuto solo tante belle parole ma neppure un euro». (i.r.)

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