Il Tirreno

Prato

Il commosso saluto di tutta Vergaio al suo ragazzo d’oro

Il commosso saluto di tutta Vergaio al suo ragazzo d’oro

Mille persone dentro e fuori la chiesa di San Martino Il parroco: «Ha vissuto per testimoniarci i valori più belli»

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PRATO. Decine di palloncini bianchi lanciati nel cielo di Vergaio dai compagni delle elementari di Mirko, per salutare l'amico scomparso in modo così tragico e prematuro. Il lancio dei palloncini è avvenuto alla fine della messa funebre, all'uscita del chiesa della frazione, quando il feretro è stato rimesso nel carro funebre per essere trasportato nel cimitero di Galciana, dove le spoglie di Mirko sono state sepolte accanto a quelle dei parenti. Questa l'immagine emblematica del funerale di Mirko Reali, il diciannovenne morto affogato una settimana fa nelle acque del Bilancino. La chiesa di San Martino a Vergaio, nonostante la sua ampiezza, non è riuscita a contenere tutta la gente che ha voluto testimoniare il suo affetto nei confronti dello sfortunato giovane pratese e la vicinanza alla famiglia Reali. Il padre Graziano, la mamma Patrizia, Giada, la sorellina di Mirko, e i nonni paterni si sono raccolti in un dignitoso dolore di fianco alla bara in una delle prime panche davanti all'altare.

Mille persone, forse di più: oltre alla famiglia, che abita quasi di fronte alla chiesa, e a quelli venuti per l'occasione da più lontano, c'erano tutti gli amici, i compagni di scuola del liceo Copernico, dal quale Mirko si era così brillantemente congedato poco più di un mese fa, riportando la votazione di 100 e lode, il massimo consentito. E i compagni delle scuole precedenti, le medie e le elementari, questi ultimi forse ancora più vicini a lui perché vivono in paese ed hanno condiviso con Mirko gli indimentacabili momenti dell'infanzia.

Il parroco di Maliseti, don Rudy Lafazia, ha presieduto la cerimonia funebre, condivisa da altri due diaconi, ricordando in una toccante omelia la figura fuori dall'ordinario di Mirko, non solo bravo a scuola e nello sport, ma soprattutto nella vita e nei rapporti col prossimo.

«Dobbiamo ringraziare Dio di avercelo donato per diciannove anni - ha detto - Questo ragazzo ha vissuto la sua breve vita sempre al massimo, trasmettendo i valori più belli a chi gli stava vicino, un ragazzo d'oro che si è distinto in tutto ciò che ha fatto e, cosa non facile da trovare in un giovane della sua età, ha portato sempre un grande rispetto nei confronti degli anziani. Mirko era già un angelo, ora lo è ancora di più e dobbiamo chiedergli di pregare per tutti noi».

Don Rudy ha ricordato Mirko dai tempi del catechismo e dell'infanzia, poi il tempo vissuto con la famiglia e quello della scuola, fino alla maturità e al test d'ingresso alla facoltà di medicina, così brillantemente superato, che avrebbe frequentato a partire dal prossimo autunno. «Nonostante la giovane età - ha proseguito il parroco di Vergaio - Mirko ci ha fatto capire che non importa aspettare tanti anni per accogliere la sapienza, che è un dono di Dio. Lui ce l'aveva già e la donava agli altri attraverso quello che faceva, le sue opere, e non a parole e dichiarazioni. E' difficile capirlo adesso che stiamo piangendo questo ragazzo, che siamo disperati perché avremo voluto più tempo per stare con lui. Ma col tempo lo capiremo meglio e lo ringrazieremo per quello che ha fatto». Il parroco ha lanciato un monito ai tanti ragazzi presenti in chiesa, affinché prendano esempio da Mirko: «Ragazzi non sciupate la vita, non siate superficiali e mediocri, date sempre il massimo e assumetevi tutte le responsabilità». E ancora: «aiutaci, Mirko, a capire il senso della tua morte per capire il senso della tua vita. Abbiamo bisogno della tua preghiera».

I servizi funebri della Pubblica Assistenza di Prato si sono occupati del trasporto, della restituzione della salma e dei funerali di Mirko Reali fin dal giorno dopo della tragedia, avvenuta nel tardo pomeriggio del 29 luglio.

Francesco Albonetti

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