Finanza
Cadde nell’anfiteatro, due indagati
Chiusa l’inchiesta sul ferimento della bimba: nei guai anche un dirigente comunale
PRATO. Sono trascorsi quasi due anni esatti da quando una bambina, che all'epoca aveva 9 anni, rimase gravemente ferita cadendo nell'anfiteatro di Santa Lucia. Era il 2 agosto del 2013 e ora, a due anni di distanza, il sostituto procuratore Lorenzo Gestri che coordina le indagini, portate avanti dalla sezione pg della Polizia municipale, ha chiuso l'inchiesta individuando due responsabili. Sono indagati per gravi lesioni colpose il legale rappresentante dell'impresa che eseguì i lavori e il dirigente dell'ufficio comunale che firmò la determina dell'avvenuto collaudo dell'opera.
Le perizie tecniche, questa la linea accusatoria della procura, hanno stabilito che quella balaustra non era conforme al progetto originale: più piccola e soprattutto non sufficientemente ancorata al cemento dei gradoni dell'anfiteatro. Quanto basta per determinare il grave incidente in cui rimase coinvolta la bambina. Ma non solo questo: chiunque poteva spezzarla, fatto grave se si considera che quel supporto di protezione ha un uso pubblico ed è stato autorizzato da un ufficio comunale che ne ha certificato pure l'avvenuto collaudo. Quindi, opera fatta male, inadeguata rispetto alla funzione importante che doveva svolgere ed anche accolta nei suoi difetti da un ufficio pubblico dopo un collaudo superficiale. Non c'è stato, quindi, un problema di manutenzione successiva alla realizzazione della ringhiera, ma un difetto di conformità all'origine.
Dopo due anni di battaglie, la famiglia Stefani ottiene almeno una prima soddisfazione, ma, come tiene a dire il legale Giuseppe Perrone, è solo un inizio. «Stiamo parlando di lesioni gravissime, con la bambina che è ancora sotto cura odontoiatrica ed ha riportato un'infermità del 22%. Peraltro senza aver ricevuto alcun risarcimento. Come legale della famiglia ho presentato la richiesta al Comune per ottenere almeno un acconto, un risarcimento provvisorio». La piccola cadde con la faccia in avanti, riportanti gravi lesioni alla bocca con compromissioni dell'apparato dentale che non sono state ancora risolte. Traumi anche alla schiena e ad un braccio. «Ma la nostra battaglia non è rivolta solo all'ottenimento del risarcimento per questa bambina - prosegue l'avvocato Perrone - Non vogliamo tutelare solo l'interesse del singolo, ma di tutte le famiglie che usufruiscono di quella struttura di Santa Lucia, rimasta tale e quale senza nessun miglioramento sulla sicurezza per chi ci accede». (f.a.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google