Sicurezza
La ricerca pratese nel 2015 produrrà 3 milioni di ricavi
Presentato il bilancio dei ventisei laboratori del Pin I committenti sono soprattutto aziende dell’area vasta
PRATO. Tre milioni di ricavi e un utile di mezzo milione di euro verranno realizzati dai 26 laboratori del Pin di Prato nel corso del 2015. Nello specifico il 58% dei ricavi deriveranno dall' attività di ricerca legate al settore dell' ingegneria innovativa e tradizionale, il 30% dall' area di scienze sociali ed economiche e il rimanente 12% dal settore chimico- merceologico. A rivolgersi al Polo Universitario Città di Prato sono soprattutto aziende dell' area vasta, il 45% del totale dove la “fetta” Prato pesa per il 13%, mentre i privati rappresentano il 47% dei contratti (+ 7% rispetto al 2014), il 29% riguarda progetti europei e il 24% quelli pubblici (il 18% finanziati dalla Regione Toscana). «Nonostante i tagli da parte degli enti pubblici – ha sottolineato Maurizio Fioravanti presidente del Pin – il bilancio verrà chiuso con un segno positivo grazie alla capacità del nostro team di sapersi relazionare con le imprese e al sostegno del Comune di Prato, la Provincia, la Fondazione Cassa di Risparmio e le associazione di categoria. Per quanto ci riguarda ormai il rapporto con la Camera di commercio è chiuso. La fotografia che abbiamo davanti agli occhi è di un distretto in movimento e comunque vivo». I ventisei laboratori si occupano di tre principali macroaree e impegnano circa cento ricercatori che lavorano sui vari progetti (80 sono quelli attivi al 30 giugno). «Si rivolgono ai nostri laboratori soprattutto micro imprese- ha spiegato Luca Mattesini dell' Ufficio Ricerca – che vogliono migliorare la propria efficienza produttiva. Tra i progetti che abbiamo attivato c'è quello europeo per la ricerca di un linguaggio informatico comune per la rete museale, quello per la ricerca di sostanze che possano migliorare la digeribilità dei cibi tradizionali toscani senza alterarne i sapori e quelli legati alla valorizzazione dei rifiuti.Mentre sul fronte della logistica siamo impegnati soprattutto nella tracciabilità dei prodotti all' interno della fase produttiva». I laboratori sono nati per favorire la didattica applicata, ma nel tempo si sono trasformati anche in una fonte importante di ricavi per il Pin :dei 3 milioni di euro realizzati, 2500 serviranno per finanziare la didattica. «Il Pin è conosciuto soprattutto per la qualità dei suoi corsi e per il numero sempre maggiore di studenti che li frequentano – ha spiegato l'assessore alle attività produttive del Comune di Prato Daniela Toccafondi – ma non tutti conoscono l'aspetto laboratoriale che diventa un prezioso aiuto per le aziende, anche per quelle che hanno sede fuori dalla Toscana». Il Polo Universitario Città di Prato è impegnato anche in progetti regionali per la ricerca di attività che possano accrescere l'inclusione sociale, l'emersione del lavoro irregolare, la promozione della sicurezza sui luoghi di lavoro e lo sviluppo di relazioni internazionali per il rilancio dell' area pratese.
Alessandra Agrati
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