Gioco
Furti a raffica nei cimiteri spariscono i lumi di cristallo
Un marmista: «C’è un mercato nero: mi hanno chiesto di acquistare dei pezzi» I ladri rivendono gli accessori delle tombe al 50% in meno dei rivenditori autorizzati
PRATO. Furti a raffica nei cimiteri pratesi dei lumi di cristallo delle tombe. E, dietro l'aumento di questi furti, potrebbe nascondersi un grosso giro di ricettazione. «Gli accessori a corredo delle tombe, cioè i copri lumini, i porta ritratto, e le lettere che compongono le epigrafi – spiega un marmista che chiede di rimanere anonimo – sono i pezzi più costosi in un progetto funebre e valgono circa il 50% del costo totale. Un porta ritratti può arrivare a costare anche 200 euro, un copri lumino 150. Sono oggetti standard, esisteranno una decina di modelli base, che possono essere facilmente ricollocati. E' capitato anche a me che qualcuno sia venuto a propormi di acquistare degli accessori. Erano praticamente nuovi e se avessi accettato li avrei pagati 60 euro, meno del prezzo chiesto dal mio fornitore, per poi rivenderlo a più del doppio». Un vero e proprio business visto che una lettera può costare anche 10 euro, un portavasi 120 e un angioletto di ceramica bianca di 14 centimetri in media 60 euro, smontarli è un'operazione molto semplice come del resto nasconderli all' interno di una borsa se non addirittura nelle tasche. «Il fenomeno dei furti al cimitero, in modo particolare dei copri lumini e dei fiori – spiega Geralda Del Reno responsabile servizi cimiteri per il Comune di Prato – è in crescita, abbiamo conferma dalle lamentele dei familiari. Resta comunque difficile riuscire a predisporre un sistema di sorveglianza: le telecamere non sono utilizzabili per questioni di privacy, inoltre i nostri custodi, se dovessero vedere una persona che smonta un lumino, non sono in grado di stabilire se è un parente o un ladro».
I cimiteri comunali sono ventidue. «Nel giro di un anno – spiega Laura Gori – è il terzo copri lumino che sono costretta a ricomprare. Mio marito è sepolto nel cimitero di Coiano, l'ultimo furto è avvenuto ieri mattina: alle 8, come ogni mattina, mi sono recata sulla sua tomba e ho visto che era stato nuovamente rubato. All' inizio credevo che fosse uno scherzo, poi che qualcuno che ce l'avesse con me, ma parlando con altre persone ho scoperto che è un fenomeno abbastanza diffuso. Forse bisogna iniziare a chiedere un servizio di guardia, che se diviso fra tutti costerebbe meno che ricomprare l'oggettistica». Ad essere prese di mira sono le tombe facilmente accessibili e con oggetti di cristallo, snobbati i forni che per essere raggiunti hanno bisogno della scala e le tombe che hanno oggettistica in vetro. I furti ci sono stati anche al cimitero di Pizzidimonte. «Quando mi reco al cimitero – conferma Giorgio Toccafondi - vedo che in molte tombe mancano i lumini: è una vergogna, in questa città non si ha più rispetto neppure per i morti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
