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Asili nido, accordo tra luci e ombre I privati si lamentano

di Maria Lardara

PRATO. Nidi privati e Comune di Prato: c’è l’accordo ma è stata una fatica trovare un punto d’intesa. E’ una convenzione tra luci e ombre quella che è stata rinnovata per mantenere in piedi il...

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PRATO. Nidi privati e Comune di Prato: c’è l’accordo ma è stata una fatica trovare un punto d’intesa. E’ una convenzione tra luci e ombre quella che è stata rinnovata per mantenere in piedi il sistema integrato (pubblico e privato) dei servizi all’infanzia. Rimane l’amaro in bocca per i 35 asili nidi parificati per i quali è sempre più difficile andare avanti e garantire un servizio di qualità alle famiglie.

Sì perché se da una parte il Comune ha deciso quest'anno di confermare lo stanziamento di risorse (2 milioni e 300mila euro) per garantire la copertura dei crediti d’accesso (i contributi con cui le famiglie abbattono la retta) per il prossimo anno scolastico, dall’altra lievitano i costi per le strutture che accolgono 1256 bimbi a fronte dei 350 che possono ospitare i sette nidi comunali. Dopo un braccio di ferro col Comune durato mesi, i gestori dei nidi privati convenzionati si accingono a firmare la nuova convenzione tra luci e ombre. «Il dialogo c’è ma rimangono le nostre difficoltà economiche», è l’allarme di Gabriella Melighetti, l’ex segretario della Cisl pratese ora presidente di Fism (Federazione italiana scuole materne).

Tra le novità dell’accordo, la possibilità di inserire i piccoli disabili anche negli asili privati come previsto dall’articolo 7 della convenzione con un ulteriore stazionamento di 300mila euro da parte dell’amministrazione: oltre a mettere a disposizione la figura dell’educatore di sostegno, il Comune erogherà al nido privato una quota mensile di 320 euro oppure un contributo di 135 euro per bambini in situazioni di disagio segnalati dai servizi sociali.

«Volevamo dare uguali opportunità ai genitori di questi bambini che così potranno scegliere da settembre anche un nido privato. Rimangono alcune problematiche legate al personale di sostegno», fa sapere l’assessore Mariagrazia Ciambellotti.

In pratica il Comune aveva appaltato tre anni fa per i suoi nidi il servizio del sostegno al consorzio Metropoli su dovrebbero appoggiarsi ora anche i nidi privati «con il rischio di eventuali complicazioni – obietta Melighetti – di natura giuslavoristica». Per questo da settembre sarà attivo un tavolo tecnico per risolvere le modalità di assegnazione del sostegno. Tra le altre novità, la possibilità di rispendere i bonus (“crediti d’accesso”, appunto) che non vengono utilizzati dai nidi privati durante l’anno.

«Quei crediti verranno rimessi in circolo da novembre in modo che anche gli asili che hanno raggiunto il tetto del 70% possano riutilizzare i crediti non fruiti», fa sapere Ciambellotti. Infine, un pacchetto di risorse (110mila euro) che il Comune mette a disposizione ai nidi per progetti di miglioramento e l’allungamento della convenzione fino al 21 luglio: se la convenzione era assicurata fino al 15 luglio, dal prossimo anno i genitori potranno contare sui contributi per la retta fino al 21. Di fatto i nidi convenzionati assicurano un servizio pubblico alla collettività (gli asili pubblici non avrebbero una capienza sufficiente), a fronte di tanti sacrifici come i costi di personale (200 dipendenti).

«I benefici che eroga il Comune vanno alle famiglie – fa notare Maria Rosaria Milazzo del coordinamento nidi di Confartigianato - non alle strutture. D’altro canto, non si può pensare che i costi possano ricadere solo sulle spalle dei Comuni. Fino al 2011 abbiamo potuto usufruire di contributi da parte della Regione poi venuti a mancare».

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