Santa Cristina, qui regna il degrado
La profanazione con simboli satanici al tabernacolo è soltanto l’ultimo episodio: la zona da tempo è in stato di abbandono
PRATO. Le scritte sul tabernacolo di Santa Cristina sono la punta dell' iceberg di un degrado che dura da anni. L' immagine della Madonna è contornata da rifiuti di ogni genere: dai preservativi, alle confezioni delle siringhe alle bottiglie di plastica, anche il muro laterale è praticamente coperto di scritte, non sataniche, ma comunque frasi tracciate con la vernice. Del resto il tabernacolo si trova in un rientro accanto ad uno dei cancelli che delimitano la vecchia sede della Croce Rossa italiana, ormai disabitata, e l'imbocco di un sentiero che si dirige verso i poggi, invaso da erbacce e rifiuti. Nessuna illuminazione né qui né lungo via del Poggio Secco che sbuca su via Firenze, accanto all' ingresso dello Sporting. «Abito in questa zona – racconta un podista – e vengo a correre per queste strade perchè sono poco trafficate, ma purtroppo sono anche insicure, soprattutto la sera visto che sono completamente buie».
Anche l'asfalto è in condizioni pietose, ci sono buche ovunque, mentre i muretti che delimitano la strada in alcuni punti sono crollati, rendendo ancora più pericoloso il passaggio, la strada è stretta e a doppio senso di marcia. Eppure il paesaggio che si gode è meraviglioso si scorge il duomo, il Cicognini, Santa Maria della Carceri, ma bisogna guardare verso l'alto e non in basso altrimenti si scorgono vetri rotti, fazzoletti usati, guanti di lattice e preservativi usati. Il clou del degrado è proprio fra il tabernacolo e il vecchio ristorante Santa Cristina, acquistato da una società che vorrebbe trasformarlo in un complesso residenziale. Ad oggi non sono ancora partiti i lavori e lo spazio davanti al maestoso ingresso è diventato un parcheggio per coppiette in cerca di intimità e per tossici.
«Da via del Poggio Secco – racconta un residente – si dipartono anche tante stradine, ormai diventate delle sorti di mulattiere, dove è possibile nascondersi. Credo che alle volte qualcuno compia anche riti satanici, del resto le scritte sul tabernacolo, che al tempo è stato ristrutturato dalla Cassa di risparmio di Prato, sono inequivocabili». Eppure a trecento metri in linea d'area c'è un altro tabernacolo, accanto al cimitero di Santa Cristina, che invece è lindo e in perfetto stato, ci sono anche i fiori freschi che qualche devoto ha posizionato sotto l'immagine della Madonna. «Il problema – continua il residente – è qui la sera è buio e la strada in certi orari è poco trafficata, noi stessi se possiamo utilizziamo altre vie» .
La bellezza del luogo sarebbe anche valorizzata dal percorso pedecollinare. che però ormai in parte è in disuso per incuria. Uno dei cartelli che indica l' imbocco del sentiero si trova proprio davanti al tabernacolo, ma invece che sul palo giace per terra ed è difficile capire quale sia la giusta direzione.
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