Il Tirreno

Prato

Profughi, ora Prato dice “basta” a Rossi e Renzi

Cristina Orsini
I profughi-volontari ripuliscono le piste ciclabili (foto Batavia)
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I profughi-volontari ripuliscono le piste ciclabili (foto Batavia)

Mercoledì 5 un incontro tra il sindaco Matteo Biffoni, il vicesindaco Simone Faggi e il presidente della Regione: «L’accoglienza diventi un problema politico, stop agli arrivi qui da noi». "Serrata" per tutto agosto

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PRATO. «Siamo all’emergenza. C’è bisogno che l’accoglienza dei profughi passi da problema delle amministrazioni comunali a problema politico che Roma deve affrontare e risolvere». Il vicesindaco Simone Faggi questa volta abbandona la cautela. Prato è a quota 330 tra uomini e donne fuggiti da fame e guerra e smistati, alla fine del loro lungo viaggio, e dopo numerose tappe, qui in città. I dodici nuovi arrivi non ci sono stati: «In effetti sono arrivati e se ne sono subito andati» dice Faggi quindi la cifra si è fermata a 330 profughi su complessivi 400 posti disponibili.

Una macchina che si dilata a seconda della necessità, quella dell’accoglienza: Prato all’inizio del grande esodo aveva una quota di 245 profughi da accogliere. Poi, visti gli sbarchi continui, la Prefettura ha fatto un nuovo bando per altri 150 posti letto con assistenza, pasti, lavanderia ecc ecc, vinto dalla Coop 22 (Santa Rita) e Pane & Rose.

«Abbiamo ancora la possibilità di ospitare qualche decina di migranti - prosegue Faggi - ma la questione non è più questa: è il fatto che il territorio è fortemente in difficoltà». Per questo domani sindaco Matteo Biffoni e vicesindaco Faggi avranno un ulteriore colloquio con il presidente della Regione Enrico Rossi per dire, questa volta, “basta”, di sicuro fino alla fine di agosto.

«Chiederemo - spiega il vicesindaco - che quello dell’accoglienza diventi un problema politico, appunto, che non può restare in capo solo ai Comuni, in particolare quelli che si sono già resi disponibili e che oggi sono sotto pressione». Dunque, prima di tutto, se di nuovi arrivi si parlerà, secondo Prato, dovranno essere portati in quel centinaio di comuni toscani che ancora non hanno aperto all’ospitalità. Una volta che quella quota sarà esaurita «si dovrà pensare - prosegue Faggi - a smistarli in altre regioni. La Toscana assiste già circa 6.500migranti, molti di più sarà difficile poterli accogliere» afferma Faggi.

E mentre il vicesindaco ribadisce il “no” deciso alla creazione di campi profughi, sono tre le nuove strutture allestite per accogliere i migranti: due appartamenti di grandi dimensioni in via Roma al Soccorso che l'associazione Pro Verbo ha affidato per la ristrutturazione alla Coop 22 e che accoglieranno una ventina di migrani. Quattordici profughi sono ospitati nella palazzina ex Anci anche questa al Soccorso e trenta sono stati alloggiati in una struttura privata a Maliseti, una palazzina che in origine avrebbe dovuto diventare una struttura sanitaria per anziani. Di più Prato non può fare.

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