Trasporti
La Declassata diventa strada statale
Firmato un protocollo d’intesa con Comuni, Regione e ministero. Così si avvicina il raddoppio col tunnel al Soccorso
PRATO. Il raddoppio della Declassata al Soccorso, passa dalla “statalizzazione” dell’intera arteria: dall’inizio, alle porte di Firenze fino alla fine, a Pistoia. I Comuni di Prato, Pistoia, della Città metropolitana di Firenze, di Campi Bisenzio, Calenzano, di Sesto Fiorentino, la Regione Toscana, il ministero dei Trasporti e Anas stanno per firmare un protocollo d’intesa (approvato dalla giunta regionale il 27 luglio scorso) per trasformare il vecchio tracciato dell’autostrada realizzato negli anni Trenta, da comunale a statale. E’ il risultato di più di un anno di lavoro a Roma e a Firenze del sindaco Matteo Biffoni e dell’assessore all’urbanistica Valerio Barberis, un risultato che avvicina anche l’avvio del cantiere per il raddoppio in tunnel del tratto tra via Nenni e via Marx, l’unico rimasto a due corsie. «Abbiamo individuato questa strada, in accordo con tutti i soggetti interessati - spiega il governatore Rossi - per poter accelerare e sbloccare un'opera importante e strategica per la città di Prato e non solo per Prato - Potremo in questo modo contare su un importante finanziamento statale, pronti ad offrire anche il nostro contributo e sostegno». Per il sindaco Biffoni: «E’ stato il modo per superare il nodo vero di tutta questa lunga vicenda: il fatto che il ministero e Anas non avrebbero finanziato un’opera così importante ma sotto la giurisdizione di un Comune». Pare l’”uovo di Colombo”, ma per ottenere il risultato la fatica non è stata poca. «Quando abbiamo preso in mano gli incartamenti del raddoppio - racconta il sindaco - ci siamo resi conto che effettivamente l’intervento di ampliamento nel tratto al Soccorso era inserito nella legge quadro delle grandi opera di interesse nazionale ma non aveva alcun finanziamento». Insomma, quella al Soccorso era una delle centinaia di opere pubbliche citate in una legge ma destinate a passare nel dimenticatoio. Per riuscire a riportarla in cima alla montagna di scartoffie depositate sui tavoli del ministero l’ampliamento di Prato, la strada era una sola: far diventare la Declassata che collega tre comuni tra i più importanti della Toscana, che serve un bacino di oltre un milione e mezzo di abitanti, che garantisce un collegamento con l’Interporto della Toscana Centrale (e da questo a quello di Livorno), con le autostrade e che rappresenta l’unica alternativa al tracciato della A11, una strada sotto il controllo diretto di Anas, un tracciato nazionale. Il protocollo d’intesa ora dovrà iniziare il suo iter: saranno necessari passaggi nelle commissioni ministeriali, conferenze Stato-Regioni e alla fine di tutto un decreto del residente del consigli. Un percorso lungo, che potrebbe durare, nel suo complesso, anche un anno. «C’è di buono però - spiega Barberis - che a questo punto può iniziare la progettazione definitiva dell’opera di raddoppio». Che non farà il Comune (ha già presentato al ministero un progetto di massima) ma che spetterà ai tecnici Anas. Sarà l’Agenzia nazionale delle strade a prendere in mano il progetto di raddoppio al Soccorso, redarre quello definitivo, appaltare i lavori necessari, sperando che tutto proceda al meglio. L’’interramento della Declassata tra via Nenni e via Marx passa quindi di mano. «E’ chiaro che esistono i pro e i contro - prosegue Barberis - ma era l’unico modo certo per eseguire l’intervento e con costi limitatissimi per il Comune di Prato». Il protocollo d’intesa firmato tra i Comuni toscani, la Regione e il ministero prevede anche la realizzazione dell’ultimo tratto della Perfetti Ricasoli: il collegamento con Firenze.
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