Italia
Bagni e fontanelle ma dove siete?
Viaggio sulle piste ciclabili cittadini: da Gonfienti a Gabolana una bella pedalata che lascia però qualche perplessità
PRATO. Da Gonfienti a Gabolana in bicicletta percorrendo prima la riva destra e poi la sinistra del fiume Bisenzio, un percorso possibile che dura 90 minuti ma con alcune criticità e due grossi difetti: niente fontanelle né bagni. Effettivamente se non si beve non si ha bisogno neppure di utilizzare la toilette.
A Gonfienti la pista ciclabile inizia all' altezza dell'Interporto con una sorta di piazzola, il tratto è tenuto molto bene: i lampioni sono perfetti con un design particolare, l'erba è tagliata e le panchine in ottimo stato, ma per raggiungere la riva destra del fiume bisogna percorrere quasi un chilometro di strada sterrata, senza lampioni. Arrivati all' altezza del Mercatone il tracciato riprende ad essere asfaltato, non colorato di rosso e comunque largo poco meno di un metro (il parametro dovrebbe essere di 2 metri) percorsi un paio di chilometri si arriva all'altezza di viale Montegrappa dove il tratto non ha nulla da invidiare ad una pista ciclabile olandese: la strada si allarga e si snoda fra i giardini per poi riprendere a costeggiare il Bisenzio.
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Poche criticità in alcuni tratti l'asfalto è molto più consumato, probabilmente perché sono in tanti a calpestarlo a piedi, in bici, con i pattinati. I problemi ricominciano dopo il ponte di via Arcivescovo Martini: il bastione delle antiche mura sta crollando e la protezione invade parte della ciclabile.
La percezione che da un momento all' altro caschi, induce ad accelerare ottenendo la spinta per affrontare la salita che porta in viale Galilei. Questo tratto di ciclabile è l'unico ad avere la doppia corsia, una per i pedoni e l'altra per le biciclette, la segnaletica indica chiaramente il percorso per le bici, ma spesso i pedoni utilizzano un senso per andare e l'altro per tornare intralciando la strada alle due ruote. Anche in questo tratto l'unica fontanella dell' acqua che si incontra, all' altezza di piazza del Mercato Nuovo è priva di rubinetto.
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Arrivati a Santa Lucia la pista ciclabile termina, per collegarsi con quella sinistra bisogna raggiungere l'anfiteatro e passare il ponticino pedonale oppure tornare indietro fino al ponte Datini attraversarlo direzione Castellina e dirigersi verso Gabolana. Scegliendo la seconda soluzione, quando si riprende la ciclabile, ci si può riposare sulle panchine che si affacciano sul Bisenzio parcheggiando comodamente la bici nella rastrelliera.
Ripreso il cammino tutto scorre liscio fino al Cavalciotto dove l'asfalto non è stato rifatto dopo il cedimento dell' argine. Raggiunta la vetta la pista ciclabile termina ed è segnalata in modo corretto. Per proseguire bisogna percorrere la strada di Canneto che è accessibile anche alle auto. Dopo circa un chilometro riprende il precorso dedicato per 800 metri, siamo all' altezza di Rio Buti.
Ancora 800 metri e inizia la ciclabile Pantani e qui in pochi metri sono concentrate diverse criticità: niente acqua, erba alta, panchine irraggiungibili o rotte e soprattutto nessun cartello che avverta il ciclista che la strada è interrotta a causa di una frana che si è verificata nel comune di Vaiano. A questo punto non resta che ripercorrere la strada in senso contrario, prima del Ponte Datini il tracciato scende al livello del Bisenzio: il fondo è in pessime condizioni, un lungo tratto all' altezza del Cantiere porta ancora i segni dell' alluvione di un anno fa e spesso si incappa in buche profonde, particolarmente pericolose per i ciclisti.
Giunti in via Amendola il tracciato scorre parallelo con le strade cittadine, arrivati in piazza della stazione, diventa difficile distinguere il percorso che oltre ad essere sconnesso è mal segnalato. Dopo l'incrocio con viale della Repubblica, direzione Lecci, la ciclabile torna ad essere in buone condizioni fino a Gonfienti, dove il circuito si chiude.
(1- continua)
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