Il Tirreno

Prato

Arriva l'aumento del deposito cauzionale sull'acqua

La sede pratese di Publiacqua in via del Gelso
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La sede pratese di Publiacqua in via del Gelso

Prato, Il Forum toscano protesta con Publiacqua per l'addebito in bolletta, di un balzello ritenuto "illegittimo". Penalizzati gli utenti che non hanno la domiciliazione in banca

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PRATO. Nuovo balzello in arrivo sull'acqua nelle case dei contribuenti. A segnalarlo è il Forum toscano dei movimenti per l'acqua, ritenendo "illegittimo" l'aumento del deposito cauzionale richiesto da Publiacqua. "Ci siamo di nuovo - scrive il Forum - In prossimità delle ferie, Publiacqua spa si scatena contro i suoi utenti e in particolare contro coloro che non optano per la domiciliazione delle bollette presso una banca o un ufficio postale.  Sta infatti addebitando un aumento del deposito cauzionale, già regolarmente versato alla stipula del contratto di fornitura; e ora minaccia il distacco dal servizio a chi decurta dal pagamento l'importo ingiustamente preteso".

Il Forum fa notare che l'aumento è da ritenersi "del tutto illegittimo": "Publiacqua fa scudo appellandosi alla deliberazione Aeegsi n°86/2013 ma, come evidenziato da alcuni utenti tramite lettera inviata all'azienda e all'Ait, proprio quella delibera addirittura non obbliga né impone di introdurre il deposito cauzionale, bensì semplicemente stabilisce che il gestore lo possa richiedere alla stipula del contratto. Va inoltre considerato che i contratti in essere possono essere modificati dall’Aeegsi quanto alle componenti di costo o al metodo tariffario; e la tariffa (secondo una sentenza della Corte Costituzionale) è definita come corrispettivo, determinato in modo tale da assicurare la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio".

"Il deposito cauzionale invece non rappresenta un costo di esercizio né di investimento - prosegue il Forum - ma viene inteso come una forma di garanzia per il fenomeno della morosità. In realtà quindi, costituisce unicamente un fondo cassa per il gestore, per giunta non controllabile e non utile a ridurre il rischio morosità, perché non incide sulle sue cause. Tanto è vero che ancora l'Aeegsi, proprio nella delibera 86/2013, considera che il rischio di morosità possa manifestarsi anche per gli utenti che pagano la bolletta con domiciliazione bancaria.  D'altra parte, è da ritenere palesemente discriminatorio addebitare un aumento del deposito cauzionale agli utenti che effettuano il pagamento delle bollette mediante bollettino di c/c postale, e non farlo pagare a coloro che domiciliano la bolletta in banca, poiché in entrambe i casi non vi è alcuna differenza quanto alla certezza della riscossione, e neppure in fatto di solvibilità dell’utente".

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