Il dolore
Flaminia, laurea in lingue orientali e chimico tintore
Ha 21 anni, conosce il cinese e ha già vissuto là «Ho sfruttato le potenzialità della nostra città»
PRATO. Perito chimico tintorio e laureanda in lingue orientali con la specializzazione in cinese: Flaminia Sassone incarna una nuova figura professionale che lega la tradizione pratese all’atmosfera internazionale che strizza l’occhio all’Oriente di oggi. «Vorrei realizzare eventi, organizzare fiere per gli imprenditori cinesi lavorando però dall' Italia, unendo le mie due anime: quella tecnica e quella umanista».
A soli 21 anni ha avuto un'esperienza di stage a Pechino per sei mesi e a fine agosto riparte nuovamente, questa volta per un anno, con una borsa di studio per frequentare un corso alla facoltà di economia e management. «Ho acquisito le conoscenze socio culturali e linguistiche ora è importante per la mia formazione avere le basi anche economiche. Alle superiori ho frequentato l'istituto Buzzi, dopo di me è sparita la specializzazione in chimica tintoria, e ho avuto una buona formazione poi sono andata a Venezia e lì ho approfondito gli aspetti più antropologici. Nei sei mesi passati a Pechino mi sono accorta che c'è un' altra Cina rispetto a quella che noi vediamo a Prato, del resto chi sta bene non emigra. Esiste il mito dell'occidentale, sono stata coccolata e viziata da tutti. Ero la star non ho mai avuto una sera libera».
Un' esperienza che le ha insegnato soprattutto a rapportarsi con i cinesi, conoscenza che sarà importantissima per la sua futura professione. «I cinesi sono bravi esecutori, ma mancano di iniziativa e di capacità di mettersi in gioco. Hanno una cultura millenaria, ma su un territorio così esteso che le differenze sono notevoli, come se si paragonasse un norvegese a uno spagnolo.
Non voglio restare a vivere in Cina, almeno per ora, anche se mi sono ambientata subito a Pechino, nonostante le grandissime distanze che bisogna percorrere per andare da un posto all'altro della città». Frequentare un corso universitario in Cina, ormai non è un problema.
«E' un'organizzazione completamente diversa dalla nostra, è come se si frequentassero ancora le superiori. Le classi sono di quattordici persone, ogni giorno bisogna fare i compiti e questo da una parte aiutata. Sono rimasta impressionata dalla puntualità con cui iniziano le lezioni, se arrivi con un minuto di ritardo vieni considerata in ritardo. E' anche vero che la preparazione scolastica italiana è molto apprezzata e questo, ovviamente, può giocare a mio favore».
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