La manifestazione
La macchinetta automatica dell'ospedale non dà il resto
Prato, l'odissea di una lettrice per riavere i suoi soldi (che non ha ancora visto) fra Asl, banca e ditta proprietaria del macchinario. Tre giorni fa un analogo caso
PRATO. Farsi restituire il resto del ticket alla macchinetta dell'ospedale di Prato? Un'impresa, anzi un'odissea. A raccontare il disservizio al Tirreno era stato Salvatore D'Angelo, un pensionato di Cantagallo. La stessa storia è capitata a Sandra Quercioli. "20 euro inserite e un semplice pezzo di carta al posto del mio resto - lamenta la lettrice - Chiedo spiegazioni e mi dicono che loro dell'ospedale e quindi L'Asl non sono responsabili, ma che devo recarmi alla banca, la Crfi, anche a Vergaio per avere indietro i miei soldi. Nel frattempo contatto la ditta Bassilichi che è la proprietaria delle macchinette e loro se ne lavano le mani dicendo che non è compito loro, ma della Asl e della Banca".
"Vado a Vergaio dove un cassiere mi dice che non può pagare se non dietro autorizzazione della Asl - prosegue - Vado a casa e chiamo la Asl, di nuovo l'ospedale e Urp e mi reco in via Giubilei. Mi mandano poi una mail con una ricevuta per andare in banca dove, dicono, apriranno una pratica e forse potrò riavere indietro i miei soldi. Ma stiamo scherzando?" "Insomma, ho perso tutta la mattina dietro a telefonate varie per riavere quello che è mio e ad ora ancora non so niente su come poter riavere il contante. In ospedale c'è una banca, sarebbe stato molto ma molto semplice indirizzare noi utenti lì con quella ricevuta e farsi dare i nostri soldi. Senza parole".
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