Attenzione
Là dove c'era il vecchio ospedale nascerà un parco
Un cuore verde nel centro di Prato: sei accessi e 32.000 metri quadrati di giardini pubblici. Approvato il progetto, contraria Forza Italia: "I servizi sanitari dovevano restare"
PRATO. La sfida della Prato del futuro. La scelta più importante per la città dal punto di vista urbanistico. Si esprime così il sindaco Matteo Biffoni sulla variante al vecchio ospedale pratese approvata giovedì in consiglio comunale, diciotto voti a favore (la maggioranza), nove i contrari (l’opposizione). "Un’operazione - dice soddisfatto il primo cittadino – che darà un volto nuovo alla Prato dei prossimi anni in un’area completamente ridisegnata che farà da ingresso alla città". Guardando, quindi, avanti di quattro anni si può immaginare come sarà la zona dell’ex "Misericordia e Dolce" con la vecchia struttura che sarà demolita, il plesso storico che resterà all’Asl (il palazzo degli Spedalinghi) e un’area verde di 32mila metri quadrati dove sorgeva il nosocomio.
Un vero e proprio parco urbano all’interno della Mura. La nuova variante suddivide il complesso dell’ex 'Misericordia e Dolce' in tre aree: quella che resterà in piedi, ovvero dove hanno sede gli uffici amministrativi dell’Asl nell’antico palazzo degli Spedalinghi. Poi una parte centrale che resterà di proprietà dell’Asl: si tratta della struttura tra il vecchio pronto soccorso e i vecchi reparti a ridosso di Santa Caterina. "Qui l’Asl – specifica l’assessore all’urbanistica Valerio Barberis – potrà costruire 9.000 quadrati dei 10.000 del complesso e i settori interessati spaziano dai servizi al commercio fino al settore residenziale. Questo è quanto previsto nell’accordo di programma, ovviamente il tutto dovrà passare dal piano attuativo considerando che nella variante c’è scritto che si prevede un mix funzionale. La parte che, invece, andrà al Comune è di 32.000 metri quadrati sui quali l’amministrazione potrà costruire servizi al parco per un massimo di tremila metri quadrati".
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La nuova area avrà diversi accessi: da piazza dei Macelli, da piazza dell’ospedale vecchio, da via Santa Caterina, da piazza del Collegio, dai giardini di Sant’Orsola che saranno, dunque, l’inizio del parco, e da via Santa Trinita (l’edificio a ridosso della Mura è del Comune, quindi l'idea di un varco non crea problemi). Il sindaco definisce bizzarra la discussione sul Polo oncologico da realizzare all’ex Misericordia e Dolce in merito alle polemiche sorte da parte di chi voleva che la zona restasse adibita a servizi sanitari. In questi giorni l’Asl sta effettuando delle analisi alla struttura in vista del bando europeo per la progettazione di demolizione del plesso ospedaliero.
"Non si tratta di un normale abbattimento – spiega il sindaco Matteo Biffoni – Stiamo parlando di una struttura dove c’è la possibilità della presenza di amianto e gli studi sono necessari per poi velocizzare le opere di demolizione". "Si parla di 160.000 metri cubi di materiale da abbattere – aggiunge Valerio Barberis – con un’operazione che richiede il suo tempo". Costo della demolizione 5 milioni di euro a carico della Regione, per l’acquisizione dell’area (che verrà data al Comune una volta demolito il complesso) la cifra da spendere è di 12 milioni di euro: 7 a carico dell’amministrazione comunale, gli altri 5 a carico della Provincia.
A settembre il Comune incontrerà i cittadini per sentire le loro idee sull’ex "Misericordia e Dolce" e quelle ritenute più interessanti potranno essere inserite nel bando internazionale. "Vogliamo coinvolgere la popolazione – sottolinea il primo cittadino – e i migliori architetti per pensare a come potrà diventare questo importante spazio della città". I tempi: dal palazzo comunale prevedono di avere a disposizione l’area nei primi mesi del 2017 e di poter inaugurare il nuovo parco urbano nel 2019. Intanto, il Comune strizza l’occhio all’ex fabbrica Lucchesi (appartiene ad un privato) che essendo a ridosso della nuova opera potrà avere un ruolo importante con il resto del progetto.
Forza Italia contraria. E’ intervenuta durante il consiglio comunale del 30 luglio dove, fra i punti all’ordine del giorno, era prevista l’approvazione alla variante per la zona dell’ex “Misericordia e Dolce”. La consigliera di Forza Italia Rita Pieri si è detta amareggiata per la scelta adottata dalla maggioranza di realizzare al posto del nosocomio un parco urbano. “Con quella votazione - spiega la consigliera comunale di minoranza - abbiamo detto definitivamente addio a quella zona con l’uso che poteva continuare a fare nel campo dei servizi sanitari. E’ inutile negare che l’ospedale Santo Stefano sta soffrendo e si dimostra una struttura non adeguata ai bisogni della città".
"Anche se ribadisco la professionalità di quanti vi lavorano a cominciare dai medici e infermieri. L’area del vecchio ospedale - prosegue Rita Pieri - era perfetta per la realizzazione del Polo oncologico, invece così tutto è sfumato. Paghiamo 12milioni di euro per quello spazio, questo vuol dire 365 euro al metro quadro, con un costo 15 volte superiore al valore di mercato. A chi stiamo facendo un piacere – si domanda la consigliera di Forza Italia – alla Regione? Inoltre – termina Pieri - nella variante è specificato che l’Asl nella parte a sua disposizione (9mila metri quadrati, ndr) potrà fare quello che vuole come realizzare immobili per uso residenziale. Trovo un atto sbagliato quello che è stato votato. L’area andava ripensata in maniera diversa mantenendola adibita a servizi sanitari e non certo farla diventare un parco urbano. Ma ormai la decisione è stata presa”.
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