Gli amici di Mirko si ritrovano per piangere insieme
Tutti davanti al liceo Copernico di Prato per ricordare il giovane annegato al Bilancino. Dopo il 100 e lode alla Maturità, il superamento dei test d'ingresso a Medicina
PRATO. Quando il dolore è troppo c'è bisogno di stare vicini. La chat non basta, bisogna vedersi e toccarsi e guardarsi negli occhi gonfi che prorompono in lacrime. Bisogna abbracciarsi e piangere insieme, nel luogo che incarna l'amicizia rotta dalla tragedia: il liceo Copernico, dove Mirko Reali, il giovane di 19 anni annegato al Bilancino, aveva studiato e si era brillantemente diplomato. E dove ti sembra ancora di vederlo calcare i passi, allargare il sorriso.
Eccoli, i compagni di Mirko, sgomenti e increduli sotto il sole cocente del pomeriggio. Arrivano alla spicciolata, con gli occhi bagnati, forse si sentono "a casa" in un luogo protetto dove possono dare sfogo a tutte le emozioni che per una notte sono state affidate al gruppo classe di Whatsapp. E' arrivato il momento in cui non bastano le parole, le emoticon scambiate sui telefonini, c'è bisogno della fisicità. Un dolore composto, quasi privato, poche parole scambiate rispetto ai gesti di affetto, al bisogno di guardarsi negli occhi e scorgere le stesse emozioni.
Mirko Reali era un ragazzo normale, molto portato per lo studio tanto da diplomarsi con 100 e lode, ma anche altruista.
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Il suo sogno, da sempre, era quello di iscriversi alla facoltà di medicina, da due anni stava preparando il test di ammissione. Gli amici che hanno trascorso insieme a lui gli ultimi attimi della sua vita spezzata da un banale incidente, ostentano sicurezza, ma probabilmente sotto gli occhiali scuri nascondono un dolore immenso: non c'è risposta ad una tragedia così grande. L'importante è stare uniti, parlarsi, ricordare o soltanto stare in silenzio per fare defluire i ricordi di tante ore passate insieme, i momenti che hanno preceduto l'esame di maturità e la gioia del risultato finale. Il ricordo del 7 luglio, giorno del 19esimo compleanno di Mirko quando la vita sembrava meravigliosa, gli anni del liceo lasciati alle spalle con la sensazione di essere "grandi" e poter prendere decisioni importanti, quelle che segneranno tutta l'esistenza.
E Mirko aveva tanti progetti, martedì scorso era stato premiato dal presidente della Provincia di Prato per l'ottimo voto che aveva conseguito alla maturità: aveva brindato insieme a tutti gli altri compagni, aveva stretto la mano delle autorità ignaro di quello che sarebbe successo il giorno seguente. "Era un ragazzo bravissimo, con tanti interessi- ricordano gli amici più intimi - Eravamo stati insieme a Barcellona al viaggio premio per la maturità, eravamo tornati da poco. E' stata una disgrazia, una fatalità". Anche due insegnanti si sono strette intorno ai ragazzi, come madri che hanno perso un figlio.
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