La manifestazione
Quattro nuove case per i profughi
Le ha cedute la parrocchia del Soccorso alla fondazione Santa Rita
PRATO. La parrocchia del Soccorso ha ceduto alla Fondazione Santa Rita quattro appartamenti che saranno trasformati in strutture destinate all' emergenza abitativa. Le abitazioni, adiacenti la chiesa di Santa Maria del Soccorso sull'angolo con via Roncioni, saranno pronte entro la prima settimana di agosto, ma fino a quando continua l'emergenza profughi verranno utilizzate come casa di accoglienza per i richiedenti asilo politico. Il progetto, che è stato anche autorizzato dal Comune, è nato proprio nell'ottica di una continuità: realizzare delle strutture che sappiano dare risposte alle varie esigenze del territorio, tra cui anche quella alloggiativa e contemporaneamente ammortizzare il costo della ristrutturazione dandogli una destinazione ad ampio respiro.
Intanto lunedì notte in via Roma, nella palazzina dell' ex assessorato allo sport, sono arrivati quattordici profughi ivoriani. Sono tutti giovani uomini e potranno restare nella struttura fino al 31 agosto, dal 1° settembre si deve trovare un'altra soluzione, che potrebbe essere gli appartamenti della Fondazione Santa Rita, che comunque gestisce il servizio di accoglienza.
«Come sempre – spiega il presidente Roberto Macrì – abbiamo predisposto un' attività di integrazione per questi ragazzi, costantemente sarà presente il nostro personale, anche per un'attività di vigilanza. L'emergenza profughi è ormai diventata la regola, mi auguro che presto si trovi una soluzione nel rispetto di tutti. Cercheremo comunque di limitarne la presenza sulla zona del Soccorso». Voci che non trovano la conferma ufficiale parlano di almeno altre venti persone che potrebbero arrivare nei prossimi giorni. La palazzina è stata risistemata a tempo di record nella parte alta sono state ricavate delle piccole camerate, mentre in quella bassa la zona pranzo. I profughi, che appaiono ancora molto provati dal lungo e difficoltoso viaggio, sono affacciati alle finestre e si guardano intorno con aria spersa. Nessuna ha voglia di raccontare il lungo viaggio che ha affrontato, ciascuno cerca di raccapezzarsi nel capire dove si trova. Nella mattinata si sono concluse le visite sanitarie e le operazioni di identificazione. Il popolo di Facebook è già sul piede di guerra.«Sono dieci giorni che ho visto strani movimenti di muratori, era logico che fosse per sistemare i profughi. Stanno lavorando anche nell'edificio che si trova all'angolo tra via Marco Roncioni e via Roma davanti al fioraio e penso che anche lì ne metteranno altri», è uno dei tanti commenti che si legge sui social network.
Ma non c’è solo il web. Caratteri gotici, simboli fascisti inconfondibili col fascio littorio disegnato sulla "t" e una sigla nuova: Etruria 14. Il messaggio anch'esso chiaro e inconfondibile: “Profughi privilegiati, italiani abbandonati”. E' il grande striscione che è stato affisso durante la notte in via Cavallotti, proprio sul muro delle scale per accedere alla Passerella e ai vicini giardini. Lo striscione è stato subito tolto. (al.ag.)
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