Sicurezza
Muratore morto, il titolare della ditta indagato per omicidio colposo
La Procura di Prato che svolge l'indagine sulla tragedia nel cantiere di Calenzano aspetta il risultato dell'autopsia per accertare se vi sia stato un mancato rispetto delle misure di sicurezza anche nel caso di un colpo di calore
PRATO. C'è un uomo iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo per la tragedia avvenuta venerdì 24 in un cantiere edile a Calenzano, dove ha perso la vita un muratore albanese di 49 anni, Tonin Radovani, residente a Montelupo Fiorentino: è il titolare della ditta che stava eseguendo i lavori in quel cantiere. In attesa dei risultati dell'autopsia disposta dal sostituto procuratore Lorenzo Gestri, sono le circostanze della morte dell'uomo, che ha accusato un malore mentre stava lavorando alla messa in sicurezza di un muro, sotto il sole cocente del pomeriggio estivo e con una temperatura vicina ai 40° gradi.
La procura ritiene che la causa della morte che verrà, appunto, stabilita dall'autopsia, sia un particolare decisivo ai fini dell'indagine: se il muratore fosse morto davvero per un colpo di calore, peraltro accusato non in modo improvviso, ma con gradualità secondo gli operai che lavoravano con lui, potrebbero ravvisarsi trascuratezze nei protocolli di sicurezza sul lavoro previsti anche nel caso di esposizione prolungata al sole e al calore. Insomma, si tratterebbe di una morte bianca al pari di un infortunio e non di un decesso per malore avvenuto sul luogo di lavoro.
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