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Prato

Milone e i “trogloditi” querelano Enrico Rossi

Milone e i “trogloditi” querelano Enrico Rossi

Raccolte e consegnate in Procura 185 firme per la famosa frase del governatore L'ex assessore ha organizzato anche un mini flash mob in piazza delle Carceri

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PRATO. In campagna elettorale, durante una delle visite a Prato, il presidente della Regione Enrico Rossi, disse che "rimpiangere il vecchio ospedale è da trogloditi". Frase che creò mille polemiche dal momento che in molti mettevano in evidenza i disagi che si erano creati con il nuovo ospedale. Ma più di tutti si offese Aldo Milone, leader di Prato Libera e Sicura, nonché candidato al consiglio regionale con Fratelli d'Italia. Milone raccolse le adesioni per presentare una querela nei confronti di Rossi. E ieri l'ha in Procura a Prato corredata da 185 firme. Ma non è finita. Aldo Milone è anche un burlone per sua natura, così ne ha inventata un'altra delle sue. Dopo aver chiamato a raccolta giornalisti, fotografi e operatori tv, ha organizzato un mini flash mob in piazza delle Carceri con alcuni dei suoi simpatizzanti vestiti da trogloditi. Una vera e propria performance, con tanto di saltelli con la clava e suoni guturrali, che ha attirato passant incuriositi ed anche qualche turista straniero, pronto a scattare foto, forse convinto che quel gruppetto di buffe comparse stesse recitando uno spot o la scena di un film.

Tornando all’iniziativa della querela, tra gli aderenti ci sono anche dirigenti di Forza Italia, da Rita Pieri a Giorgio Silli, Fratelli d’Italia, alcuni esponenti della lista civica Prato con Cenni (come i consiglieri Antonio Longo e Alessandro Benelli, ma a titolo personale) e la Lega Nord a partire dalla segretaria Patrizia Ovattoni.

«Nella querela mettiamo in evidenza il fatto che il termine “troglodita” che il governatore Rossi ha utilizzato in ben due occasioni, peraltro con grande diffusione attraverso i mezzi d’informazione, non offende solo noi, ma tanti pratesi che in questi ultimi anni hanno contestato, a buon diritto, la situazione dell’ospedale San Jacopo. Un termine usato in modo offensivo e consapevole». Il precedente si riferisce ad un congresso di Sel del gennaio 2014. «Per noi tutte le occasioni sono buone per portare all’attenzione della città i problemi dell’ospedale - aggiunge Rita Pieri - che non c’entrano niente con gli alti livelli tecnologici e le professionalità di cui parla Rossi, e che non abbiamo mai messo in dubbio. Riguardano, semmai, la carenza di posti-letto, che è l’emergenza principale. Poi le carenze di organico che vanificano quelle elevate tecologice, visto che nel nuovo ospedale ci sono fior di sale operatorie inutilizzate». Milone auspica che il presidente Rossi non utilizzi l’ufficio legale della Regione Toscana per la difesa, quindi risorse pubbliche, ma si affidi a legali e risorse proprie. Altrimenti è pronto a nuove battaglie.

Francesco Albonetti

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