Sicurezza
Boccata d'ossigeno per la Croce d'Oro di Prato
Il Tribunale di Prato ha emesso il decreto di omologazione relativo all’accordo di composizione della crisi da sovraindebitamento. Il presidente Alessandro Coveri: "Questo ci permette di proseguire la nostra attività"
PRATO. La strada per il risanamento è ancora lunga ma l’inizio fa ben sperare. Prova a voltare pagina la Croce d’Oro, la storica associazione di volontariato in fase di concordato alle prese con bilanci in rosso e perdurante crisi di liquidità. Lo fa con il Tribunale di Prato che il 27 luglio scorso ha emesso il decreto di omologazione relativo all’accordo di composizione della crisi da sovraindebitamento, proposto dalla Croce d’Oro a maggio. Ora il piano di sovraindebitamento, omologato dal Tribunale, permette alla storica realtà pratese, attiva da ben 110 anni, di evitare la paralisi delle attività di strategica importanza sul territorio.
«L'omologa – spiega il presidente della Croce d’Oro Alessandro Coveri - consente la prosecuzione in continuità con le attività svolte dall'associazione di via Niccoli, pronta a rimanere un punto di riferimento per la città e ad andare avanti con rinnovato entusiasmo. Il consiglio direttivo - prosegue - ringrazia sentitamente i giudici Legnaioli e Moretti, che hanno seguito le varie fasi della procedura, lo studio Papi e l'avvocato Mordini che come professionisti hanno predisposto il piano ed Evaristo Ricci nella figura di organismo di composizione della crisi».
Nominata intanto la commercialista Cecilia Serafini come liquidatore per dare gambe al piano della Croce d'Oro. Al suo fianco resta il professionista Evaristo Ricci nella figura di organismo di composizione della crisi che ha seguito le udienze del 1° e 23 luglio. Anche perché non era così scontata l’adesione dei creditori chirografari, quelli non privilegiati, che otterranno soltanto il 10% dei pagamenti (garantiti al 100% invece quelli ai dipendenti).
«Adesione che c’è stata – fa sapere Ricci che ha attestato la fattibilità del piano – perché oltre l’80% di loro ha votato e approvato la proposta di sovraindebitamento dieci giorni prima dell’udienza del 1° luglio».
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Piano piano, i conti della Croce d’Oro tornano ad abbozzare un sorriso: i numeri fra il 30 settembre 2014 e il 5 maggio 2015 rivelano un piccolo incremento di attivo mentre una parte dei ricavi proverrà dalla dismissione di due immobili a San Giorgio a Colonica e a Montale. Con l’omologa del Tribunale, tra l’altro, si stabiliscono il piano di rinegoziazione dei mutui a vent’anni per un totale di circa 2 milioni di euro, la rateizzazione delle posizioni erariali, la previsione di mettere a reddito gli immobili e l’avvio di una gestione rigida affidata alla figura di un manager da nominare a fine agosto. Per la Croce d’Oro, insomma, una vera e propria boccata d’ossigeno in vista del secondo step del piano di risanamento, ovvero lo sblocco dei crediti pignorati per iniziare a “fare cassa” e pagare così i creditori, in primis i dipendenti.
«Applicati al settore del no profit - fa notare Ricci - accordi di questo tipo possono fare scuola: la procedura di sovraindebitamento come quella approvata dal Tribunale per la Croce d’Oro mette le persone nelle condizioni di poter ricominciare a lavorare». Per la verità, la preziosa attività dell’associazione di via Niccoli in questi mesi non s’è mai fermata.
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