Il dolore
Asili convenzionati, aumentano le rette
La convenzione col Comune consente ritocchi fino al 10%. «Sono saliti i costi del personale, non potevamo fare altrimenti»
PRATO. Caro asilo, quanto mi costi? Tra nuovo Isee e ritocchi di tariffe, sta diventando un rebus la retta dei 33 nidi privati convenzionati (anzi 35 visto che altri due entreranno in convenzione) per cui tanti genitori si stanno frugando in tasca in vista di settembre. Da una parte, il Comune ha confermato gli stanziamenti del passato erogando per il prossimo anno 777 crediti (i 727 del 2014 cui si sommano i 50 dei due nuovi convenzionati), ovvero quei contributi che consentono alle famiglie di abbattere il costo della retta del nido privato (i nidi comunali sono solo 7, insufficienti a dare una risposta al bacino d’utenza cittadino). Dall’altra, la coperta per i nidi convenzionati sempre più corta a fronte di vari costi sostenuti. E così per allungarla alcuni asili hanno deciso di ritoccare all’insù le tariffe intere ferme da anni, fino ad aumenti del 10%. Tradotto: qualche famiglia pratese s’è già sentita dire che dovrà sborsare al mese 20 euro in più rispetto al passato, in funzione del loro Isee.
Aumenti leggeri che però in fondo all’anno fanno la differenza nei budget familiari. «Ne hanno facoltà – ammette l’assessore alla pubblica istruzione Mariagrazia Ciambellotti – perché la convenzione prevede che i nidi privati possano praticare una maggiorazione del 10% rispetto alle tariffe intere indicate dal Comune, ovvero 569 euro per il tempo lungo e 510 per il corto. Eventuali differenze non vengono integrate dal credito erogato dall’amministrazione bensì dalle famiglie». Nel nido privato, infatti, la quota a carico della famiglia varia in funzione della tariffa massima dell’asilo privato convenzionato. A metterci lo zampino quest’anno il meccanismo più rigido del nuovo Isee: l’applicazione sta facendo impazzire gli asili che hanno ricevuto dal Comune una tabella di calcolo automatica per adeguare agli indicatori di reddito le rette da settembre senza che il cittadino, dal canto suo, abbia un qualche strumento di “controllo” (sul sito del Comune non c’è traccia della tabella dei crediti proporzionali alle fasce di reddito che veniva pubblicata ogni anno). Potrà succedere che la tariffa intera innalzata dal privato “si sgonfi” al momento dell’applicazione del nuovo Isee per quantificare l'agevolazione data dal Comune.
Tutto da vedere. Sta di fatto che il ritocco introdotto da alcuni nidi non fa impazzire l’assessore. «Se hanno deciso di aumentare la tariffa fino al 10% è una scelta legittima nelle pieghe della convenzione. L’obiettivo è quello di arrivare a un servizio pubblico-privato alle medesime condizioni con una graduatoria unica: ci lavoreremo al prossimo rinnovo della convenzione». Per i nidi privati, in questo momento, non son rose e fiori. Da una parte si pone l’esigenza di mantenere elevati gli standard di servizio per l’infanzia riconosciuti anche fuori Prato, dall’altra bisogna fare i conti con costi di gestione delle strutture sempre più elevati. Una situazione che bene conosce Maria Rosaria Milazzo (asilo nido “L’Albero del Melograno”), che fa parte del coordinamento nidi convenzionati come rappresentante di Confartigianato (cui è associato circa l’80% delle strutture). «Tanto per cominciare – fa notare Milazzo – le tariffe erano ferme dal 2008 mentre sono aumentate le spese del personale che incidono sull’80% dei costi di gestione. Qualche scollamento all’interno del range del 10% c’è stato ma teniamo presente che alcune strutture avevano tariffe più basse di quelle del Comune. Ritocchi necessari per garantire la sopravvivenza di imprese private di cui avremmo voluto fare a meno. Come coordinamento speravamo in un aumento del numero dei crediti che non è stato possibile. Tutto questo è andato a intrecciarsi con la partita del nuovo Isee: solo a fine iscrizioni valuteremo come questo abbia giocato a favore o sfavore delle famiglie».
Maria Lardara
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