Sicurezza
Betlemme, una rinascita dal sapore pratese
Ai lavori di restauro della Basilica della Natività hanno partecipato la ditta Piacenti, Legno doc e Legno più
PRATO. Si tratta di un intervento di rilevanza mondiale quello dei restauri della Basilica della Natività di Betlemme. Lavori che parlano con accento toscano. La ditta Piacenti di Prato si è aggiudicata la gara d’appalto per il restauro del tetto e delle finestre dell’edificio religioso, interventi che si sono resi necessari a causa delle infiltrazioni piovane. Questa prima fase dei lavori è terminata, ora la Piacenti sta proseguendo negli interventi che riguardano i restauri delle pietre esterne della Basilica dove nacque Gesù, i mosaici interni della navata principale e gli intonaci dipinti. E poi lavori al Nartace (lo spazio posto fra le navate e la facciata principale della chiesa con la funzione di un corto atrio largo quanto la chiesa stessa) che Gianmarco Piacenti spiega che è puntellato da ottant’anni. E se la Piacenti si è aggiudicata i lavori ci sono aziende toscane che hanno prestato la propria opera in Terra Santa mettendo a disposizione le proprie conoscenze. Le finestre della Basilica, ad esempio, sono state realizzate dalla Peruzzi infissi di Quarrata. E poi la BGreen srl di Livorno per la copertura in piombo del tetto, la Legno doc srl di Prato che si è occupata delle indagini sulle strutture in legno e la consociata di quest’ultima, la Legno più, per la parte inerente la progettazione degli interventi.
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I lavori proseguono. «I restauri dei mosaici, delle pietre e degli intonaci termineranno a fine 2016 – spiega Gianmarco Piacenti – Poi c’è l’idea di scoprire anche i mosaici pavimentali, e per finire tutti gli altri lavori ci vorranno quattro anni. I risultati che ora si possono vedere sono spettacolari, prima non era certo un bell’effetto. Era da più di 150 anni che nessuno faceva dei lavori di restauro.” Piacenti e la sua ditta hanno lavorato in diverse parti del mondo ma l’emozione di essere all’interno di quella chiesa è indescrivibile. «Lì nasce la religione cristiana – sottolinea Gianmarco Piacenti – Lì è nato Gesù. E all’interno della mura di quella basilica hanno lavorato i maggiori artisti nell’epoca in cui la struttura venne eretta. Stiamo parlando del luogo più importante dal punto di vista religioso, storico, artistico e monumentale. E nel 2012 la basilica della Natività è stata inserita nei beni patrimonio dell’umanità dell’Unesco». Piacenti racconta la soddisfazione mista all’emozione di lavorare in questo luogo: «Ad oggi – dice – sono già 22 i container che abbiamo mandato in Palestina».
Copertura in piombo. Da Livorno si è mossa la BGreen per la copertura in piombo del tetto.«La particolarità che abbiamo messo in atto – spiega Sergio Tobia che per la BGreen ha curato il coordinamento e la direzione dei lavori sul posto – è che abbiamo usato un trattamento particolare che permette al piombo un’ossidazione uniforme. Di solito, infatti, quando questo metallo si ossida assume colorazioni diverse e non è bello da vedersi, col nostro trattamento le sfumature che assumerà daranno tutte sul grigio».
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Legno toscano. La “Legno doc” srl e la “Legno più” di Prato si sono occupate delle indagini strutturali delle capriate e la progettazione degli interventi sulle travi. «Per la Piacenti abbiamo fatto le indagini sulle strutture lignee – spiega l’ingegner Maurizio Martinelli che col socio Massimo Mannucci ed alcuni collaboratori si sono dati il cambio in Palestina per seguire gli interventi – In Toscana abbiamo fatto la ricerca del legname antico da sostituire a quello deteriorato. Legno che doveva essere il più compatibile possibile, della stesse specie (quercia e larice) e il più vicino come epoca. Quindi materiale recuperato da edifici antichi facendo attenzione al periodo”. I lavori sono stati eseguiti materialmente dalla Piacenti che ha tolto le parti di legno deteriorato sostituendole con le altre».
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