Il Tirreno

Prato

Inchiesta interna del Consorzio Astir

di Ilenia Reali
Inchiesta interna del Consorzio Astir

La presidente: «Siamo parte lesa: ci costituiremo parte civile al processo» E intanto le coop potrebbero partecipare al nuovo bando per la gestione

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PRATO. Il Consorzio Astir potrà partecipare al bando per la gestione della Residenza sociale assistita di Narnali quando, a fine anno, sarà pubblicato insieme a quello della struttura Rosa Giorgi. Ma non è detto che lo faccia. Anche perché gli avvocati delle cooperative stanno ancora verificando se la rescissione dal contratto voluta dall'Asl sia legittima. Tutto gira intorno a un concetto: chi è risponsabile per quanto accaduto? In base a questa risposta si capiranno varie cose, tra cui chi paga e chi riscuote. Se la responsabilità fosse solo personale anche il Consorzio sarebbe parte lesa e quindi, giuridicamente: è giusto aver tolto loro la gestione? Domande, in punta di diritto, a cui stanno cercando di rispondere i legali coinvolti, quelli dei familiari, quelli dell'Asl, quelli dei lavoratori, quelli delle cooperative e quelli del Consorzio Astir. Da qui a caduta dipendono una serie di cose, a partire da chi dovrà pagare i danni. Anche morali.

Consorzio, parte civile al processo. «Per quel che ci riguarda - spiega in modo molto chiaro la responsabile del Consorzio Astir, Loretta Giuntoli - la responsabilità penale è personale. E anche noi ci costituiremo parte civile al processo: noi come Consorzio, le cooperative, io a livello personale e probabilmente anche i lavori estranei a quanto accaduto e che ora stanno subendo conseguenze serie». Per cominciare sono tutti a casa, senza lavorare: indagati e non. Una parte dei lavoratori (sette di Astir e due dell’Asl) sono stati sospesi dal giudice, altri 17 invece sono coinvolti nell’indagine ma non sospesi dal Tribunale. Nel caso dell’infermiera la sospensione è arrivata dall’Asl mentre nel caso del Consorzio sono accumunati a tutti gli altri, sono rimasti senza Rsa e quindi senza lavoro.

Un’inchiesta interna di Astir. Proprio in questi giorni il Consorzio ha avviato un’inchiesta interna con l’obiettivo di accertare indipendentemente dalla legge chi ha responsabilità dirette “o censurabili” e chi invece no. «Tra gli indagati - spiega Giuntoli - ci sono responsabilità, anche morali, assai diverse. E quindi noi stiamo cercando di capire. Questo ci consentirà di decidere cosa fare. Per tutti gli indagati abbiamo avviato le procedure per arrivare al licenziamento ma non per tutti, credo, ci arriveremo. Per chi ha responsabilità certe, anche prima di arrivare a condanne definitive, scatterà il licenziamento per gli altri non è detto. Tutti coloro che invece sono estranei, di fatto i 27 restanti, li abbiamo messi in ferie. Stanno già pagando per questa vicenda terribile anche senza rimetterci dal punto di vista del lavoro. Tra questi ci sono addetti alle pulizie e responsabili del diurno per Alzheimer che non avrebbero potuto, anche volendo, sapere niente. Stiamo cercando una soluzione. Intanto si riposano e garantisco che non se la passano bene. Sono distrutti».

Il futuro bando.La posizione dei lavoratori, i criteri che saranno adottati nei futuri bandi e come dovrebbero funzionare i controlli sono stati argomento di una commissione del consiglio comunale aperta al pubblico e organizzata nel salone della Provincia ieri mattina. E’ stato l’assessore alla sanità del Comune Luigi Biancalani a porsi il dubbio sulla possibilità per Astir di partecipare o meno ai futuri bandi e quindi di cosa ne sarebbe stato di tutti i dipendenti. «Se come si dice Astir non potesse gestire più strutture gestite dall’Asl si creerebbe il problema dei lavoratori estranei alla vicenda e che neppure hanno lavorato a Narnali». Ipotesi su cui ha dato rassicurazioni, raggiunta dopo l’incontro a telefono, anche la direttrice sanitaria dell’Asl Simona Carli. «La scelta di rescindere il contratto - ha chiarito - è stata ben ponderata anche con i nostri legali. Ma Astir potrà partecipare ai bandi, anche a quello di Narnali volendo. L’argomento era già stato affrontato anche con la presidente Giuntoli».

Bandi e controlli non saranno però, almeno pare, uguali a prima. Anche se in diversi sono pronti a giurare che non era facile capire cosa stesse accadendo. Sia Biancalani sia il consigliere comunale del Pd Gianni Bianchi, entrambi medici di famiglia, erano andati nella Rsa prima che scoppiasse lo scandalo. «Ci andavo mensilmente – ha sottolineato Biancalani - e non ho mai avuto un dubbio». «C’ero andato il giorno prima in cui si conoscessero gli esiti dell’inchiesta in corso - è intervenuto Bianchi - e non avevo notato niente. Non nascondo di essere molto scosso».E prima di loro anche la commissione di controllo non aveva notato niente di strano. Tutto sembrava filare liscio.

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