Il dolore
Esselunga: stipendi sicuri per i lavoratori
Ampliamento del supermercato di viale Galilei: i sindacati hanno siglato l’accordo in Comune
PRATO. Nel cantiere per l'ampliamento del supermercato Esselunga di viale Galilei lavoreranno anche operai pratesi, inoltre la committenza garantirà in solido nel caso in cui Sa-Fer, azienda che ha vinto l'appalto per la costruzione, non dovesse pagare stipendi e cassa edile, infine esiste un unico referente dell' appalto, individuato all' interno del gruppo di Caprotti, in modo da rendere più snella e flessibile la comunicazione e la risoluzione di eventuali problemi. Il modello è stato realizzato da Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil.
«L'accordo è stato sperimentato con ottimi risultati in occasione dei lavori a Pratilia- spiega Francesco Romano Feneal – in quell' occasione c'è stato un ritardo di quattro mesi nei pagamenti degli stipendi, ma Esselunga è intervenuta sulla ditta costruttrice che a sua volta ha regolarizzato la sua posizione. L'accordo viene applicato anche ai subfornitori».
Nel modello è previsto anche una parte di tutela e rispetto delle norme che regolano la sicurezza sui luoghi di lavoro. «Un altro aspetto importante – ha spiegato Enrico Menici Filca – è che Sa-Fer pagherà gli stati di avanzamento dei lavori eseguiti dai subappaltatori e il saldo finale soltanto dopo aver avuto la certezza che siano stati pagati regolarmente stipendi e contribuzione. L'accordo verrà applicato anche per la costruzione dell' albergo a Pratilia, mentre ci piacerebbe poterlo estendere a chi costruirà il centro commerciale dei servizi accessori che sorgerà accanto al supermercato». L'intesa è stata firmata in Comune e può essere applicato a tutti i cantieri di medie dimensioni, compresi quelli stradali.
«Tuteliamo in modo preventivo i lavoratori e le stesse aziende- ha sottolineato Emilio Testa Fillea- se fosse stato applicato anche ai cantieri gestiti dall'azienda Grassi probabilmente avremmo avuto meno problemi. Intanto i debiti contratti dal 2012 fino al concordato sono stati pagati, ora ci auguriamo che i curatori fallimentari saldino anche il rimanente 1 milione e 500 mila euro suddiviso fra stipendi e contribuzione».
Una parte dei beni dei Grassi andranno all'asta a settembre, mentre in questi giorni gli operai dell' appalto Anas della ex regionale 325 hanno riscosso il Tfr, ci sono voluti sette anni. Del resto la crisi dell' edilizia continua, secondo i dati forniti dai sindacati a maggio 2015, periodo di picco per i lavori edili, le aziende attive erano 342 per un totale di 974 addetti e 118.667 ore lavorate. Quaranta mila in meno rispetto allo stesso periodo del 2014 quando le imprese attive erano 388 i lavoratori 1229 e il monte ore 156.483. Il cantiere di viale Galilei partirà a settembre e impiegherà almeno un centinaio di operai.
«Ci auguriamo – ha concluso Romano- che l'accordo diventi una prassi per i grandi e medi cantieri, che venga richiesto dalle stesse aziende appaltatrici nell' ottica di una maggiore trasparenza e legalità negli appalti edili, ma anche che sia sostenuto dalle associazioni di categoria del settore».
Alessandra Agrati
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google