Il Tirreno

Prato

Fonderia Cultart diffida la consigliera del M5S

Silvia La Vita (M5S) e Francesco Fantauzzi (Fonderia Cultart)
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Silvia La Vita (M5S) e Francesco Fantauzzi (Fonderia Cultart)

L'associazione è infastidita dalle critiche di Silvia La Vita e le ha intimato di togliere i riferimenti alla società da un elenco di post. Lei: "Gravissimo, non mi faccio intimidire"

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PRATO. Fonderia Cultart, l'associazione che ha ricevuto numerosi incarichi in ambito culturale dal Comune, ha diffidato la consigliera comunale Silvia La Vita (M5S) a non usare più il nome dell'associazione nei suoi post su Facebook dove molto spesso ha criticato l'affidamento degli incarichi, in alcuni casi senza un bando di gara. Cultart ha intimato, tramite il proprio legale, a La Vita di rimuovere entro dieci giorni il riferimento all'associazione in un elenco di link su Fb e sui siti d'informazione. E' stata la stessa La Vita a darne notizia sul suo profilo Facebook. Ecco il post.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.11843804:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.11843804:1652051199/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

"Mi pare un fatto gravissimo - commenta la consigliera - Questa è la mia normale attività politica e non mi risulta che in tempi recenti sia stata presa un'iniziativa di questo genere contro altri esponenti politici a Prato. Quelli di Fonderia prendono soldi pubblici ed è normale che noi consiglieri facciamo un'attività di controllo. Per l'appunto proprio oggi si è saputo che l'Autorità anticorruzione ha chiesto chiarimenti al Comune sui servizi affidati senza bando. Mi sto consultando col mio avvocato, ma di sicuro non mi faccio intimidire".

"Abbiamo deciso di diffidare la consigliera - spiega invece Francesco Fantauzzi di Fonderia Cultart - perché ci è sembrato che abbia superato il livello della polemica politica. Ormai da mesi è chiaro che ce l'ha con noi, per qualche motivo. E spesso scrive cose che non rispondono al vero. Sulla sostanza delle sue critiche ci sentiamo la coscienza a posto". Se la consigliera del Movimento 5 Stelle non rimuoverà i riferimenti a Fonderia Cultart potrebbe partire una richiesta di danni. (p.n.)

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