Il Tirreno

Prato

Affidamenti diretti per oltre 6 milioni

Ilenia Reali
Affidamenti diretti per oltre 6 milioni

L’Anticorruzione ha posato l'occhio anche sul Comune di Prato: «Fenomeni anomali che possono essere a rischio». Ecco tutto l'elenco delle spese su cui sono state chieste delle spiegazioni

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PRATO. Oltre sei milioni di euro assegnati, principalmente, ad associazioni e a cooperative senza un bando di gara ma dati per affidamento diretto. Dall'assistenza sociale per bambini ai servizi nei centri diurni passando per i servizi legati ai musei.

Un elenco lunghissimo di affidamenti diretti su cui il presidente dell'Autorità Anticorruzione Raffaele Cantoni ha chiesto spiegazioni al Comune di Prato con la richiesta di ulteriore documentazione. A rendere pubblica la richiesta dei documenti che riguardano gli anni compresi tra il 2010 e il 2014 l'assessore del Comune Luigi Biancalani sostenendo che «per quanto riguardava il Comune si sarebbero affidati servizi e forniture solamente passando da bandi di gara e comunque cercando di non mettere insieme varie tipologie di servizi in modo da avere sempre ben chiare le responsabità». Un chiaro riferimento questo alla gestione mista della Rsa di Narnali tra Asl e cooperative e tra assistenza alle persone e servizi di pulizie.

La richiesta di delucidazioni da parte dell'Anticorruzione parte dall'analisi degli affidamenti nei confronti di tutti i capoluoghi e all'individuazione di 90 Comuni, tra cui Prato, interessati «da anomali fenomeni di ripetizioni contrattuali ed indici di potenziale violazione». L’elenco degli affidamenti su cui Cantone ha posato l’attenzione sono legati principalmente ai servizi sociali e in parte alla Cultura e a questi due assessorati il segretario generale del Comune ha chiesto, durante un paio di incontri, ulteriori delucidazioni dal momento che il timore è che gli affidamenti diretti e le proroghe possano essere date in “modo distorsivo”.

Per quanto riguarda i servizi sociali molti degli affidamenti su cui c’è bisogno di delucidazioni («ci sono due persone in ufficio che ci stanno lavorando», ha spiegato Biancalani) ci sono le rette per le strutture che ospitano minori o donne sole e la sorveglianza agli anziani (in particolar modo con incarichi alle associazioni di emergenza del territorio).

Per quanto riguarda il settore della cultura le voci invece si riferiscono a contributi per il 2010 e il 2011 alla Fondazione Museo della Deportazione e Resistenza di Prato in quattro casi e per una cifra vicina ai 270mila euro.

 

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