Attenzione
Anche il lanificio “Il Panda” si arrende
Perderanno il posto in 19. Nella relazione di bilancio: «Ci hanno rubato segreti produttivi vendendo a meno i prodotti»
PRATO. E anche il lanificio Il Panda di Montemurlo si arrende. L'azienda, costituita nel 1985, e famosa per aver cominciato producendo la pelliccina interna per le ciabatte, ha già comunicato che cesserà l'attività ed ha aperto la procedura di mobilità per i 19 dipendenti. Alla base una situazione finanziaria drammatica: si parla nelle sedi di trattativa di un debito complessivo di 5 milioni di euro. Oggi si è quindi arrivati a una scelta non eludibile con l'impossibilità di continuare a produrre i propri tessuti nonostante i titolari, in modo convinto, abbiano fatto di tutto per traghettare l'azienda fuori dalla crisi.
La situazione finanziaria sarebbe particolarmente grave proprio perché non si tratterebbe di un crollo improvviso ma di una difficoltà a sostenere gli investimenti fatti anni fa proprio poco prima che la situazione del settore tessile, sia a livello nazionale sia internazionale, subisse un crollo. L'azienda appesantita da importanti investimenti e con un mercato non recettivo si è trovata in difficoltà a tenere il passo. Una chiusura, in base agli addetti ai lavori, che arriverebbe fuori tempo massimo e con le casse vuote.
Niente hanno potuto i soci, che non hanno risparmiato in questi anni iniezioni di capitale, provando a prendere tempo nel tentativo di portare l'azienda fuori dalla crisi, di cui si comincia a vederne ora l'uscita, che ha travolto il tessile. Un tentativo tra l'altro non ancora interrotto dal momento che trattative sono in corso per cedere un ramo di azienda a una tessitura del Comune amministrato dal sindaco Lorenzini. Nel caso le trattative andassero in porto infatti si riuscirebbe almeno a salvare le linee che hanno reso il lanificio un punto di riferimento sul mercato. Le trattative con i sindacati invece, portate avanti per il lanificio di Montemurlo dal giuslavorista fiorentino Gianluca Pinto, sembrano piuttosto tese dal momento che i dipendenti non avrebbero accettato le offerte dell'azienda, considerate troppo lontane rispetto alla media con cui si chiudono gli accordi in caso di crisi aziendali.
Il lanificio, da cui nel luglio del 2014 è nata la nuova società "Il Panda immobiliare", ha come ultimo bilancio consultabile alla Camera di commercio quello del 2013, anno in cui aveva avuto un utile di esercizio di 9.492 euro. Nella relazione si parlava di "gestione ordinaria che aveva avuto un risultato piuttosto positivo, riuscendo a coprire quasi per intero l'attività di investimento, con un modesto investimento delle esposizioni bancarie" e si illustrata l'operazione di scissione come "un'operazione che avrebbe consentito maggiore fruibilità degli affidamenti bancari.
Nella relazione dello stesso bilancio inoltre si fa menzione anche alle difficoltà in cui l'azienda operava e che probabilmente sono stati tra le cause nell'epilogo di oggi, di danni derivanti "dalla crisi imperante che ha fatto sì che qualche concorrente, rubando qualche segreto produttivo, ha fornito gli stessi prodotti a costi inferiori".
Una situazione a cui il lanificio aveva provato a rispondere cercando di diversificare la clientela e investendo in campionario e in fiere nei paesi asiatici nella speranza di arrivare nel 2014 a un fatturato di circa 7,3-7,5 milioni di euro".
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