Il Tirreno

Prato

Gli scarti tessili ora si riciclano

di Alessandra Agrati
Da sinistra Giuseppe Fabozzi, Sergio dell'Orco,  Solitario Nesti, Aldo Malara,  Edoardo Ponzecchi
◗
Da sinistra Giuseppe Fabozzi, Sergio dell'Orco, Solitario Nesti, Aldo Malara, Edoardo Ponzecchi

Nuovo brevetto di Tecnotessile e dell’imprenditore Dell’Orco per separare dai cascami il materiale nobile e rivenderlo. Se funziona, potrebbe essere la soluzione al problema dell'abbandono dei sacchi neri

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Da scarto tessile a materia prima di qualità, un business annuale che vale almeno 6 milioni di euro. Il progetto è firmato da Tecnotessile con la collaborazione di Sergio Dell'Orco, produttore macchine tessili, Giuseppe Fabozzi, Aldo Malara e Edoardo Ponzecchi coobrevettatori, si fonda sull' industrializzazione di un processo produttivo brevettato capace di scindere tutte le materie prime all' interno di un tessuto.

«Il problema del riciclo degli scarti tessili – spiega Solitario Nesti direttore di Tecnotessile – è sempre stata la sostenibilità economica: non c'erano, fino ad oggi, processi capaci di separare con un alto grado di purezza materiali tessili anche in mista. Il nostro brevetto, che copre l'intero ciclo produttivo, riesce quindi a separare i pelletes, cioè i granuli, dal resto delle materie, creando anche un business di una materia prima di alta qualità destinata anche al settore dell' automotive».

Il processo termico in fluido - questo il nome tecnico - potrebbe diventare la soluzione per il problema degli scarti tessili, stimati complessivamente intorno alle 20 mila tonnellate all’anno, compresi gli scarti “poveri”, quelli mediamente prodotti dalle confezioni cinesi e molto spesso abbandonati nei cassonetti.

«Questi tessuti – spiega Giuseppe Fabozzi - si compongono generalmente del 50% di cotone, 30% di viscosa, 17 % di poliestere e 3% di elastam. Considerando i valori minimi dei prezzi dei cascami tessili risulta che per un costo di 0,79 euro al kg di prodotto di scarto il guadagno sia di 0,40 euro. Ovviamente il margine aumenta se ci sono materie più nobili che poi potranno essere rivendute». La fattibilità economica è quindi garantita.

«Abbiamo richieste di acquisto da compratori stranieri – spiega Dell' Orco – ma crediamo che sia un' opportunità soprattutto per Prato, dove di fatto una struttura produttiva esiste di già, deve essere soltanto riconvertita al nuovo business. Il pacchetto che offriamo è comprensivo anche dei macchinari per estrapolare le varie materie».

Il progetto è anche ecocompatibile sia nel processo sia nel prodotto. «La riconversione verso la green economy – spiega Edoardo Ponzecchi – darebbe una forte specializzazione al distretto, inoltre, si potrebbero creare nuovi posti di lavoro».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini