Il dolore
Ventitré nuove antenne della telefonia
Le installazioni contenute nel piano del Comune con il quale saranno potenziate le zone della Pietà, Santa Lucia e via Bologna
PRATO. L'Italia è il Paese europeo con più dispositivi mobili per abitante, con un'incidenza del 109% (neonati inclusi). Prato non fa eccezione e per garantire il servizio e la copertura in tutta la città le compagnie telefoniche hanno bisogno di più celle, e quindi antenne, sul territorio. I servizi di telefonia mobile sono un servizio pubblico e come tale deve essere garantito, per cui in assenza di un piano per gli operatori privati è sufficiente una Scia (segnalazione certificata di inizio attività).
Un nuovo piano. «Per regolamentare l'installazione di nuove antenne - spiega l’assessore all’Ambiente Filippo Alessi - l'amministrazione ha dunque deciso di riadottare un piano particolareggiato a cui le compagnie dovranno attenersi, così da minimizzare l'impatto urbanistico, paesaggistico e ambientale e ridurre l'esposizione della popolazione alle radiazioni non ionizzanti generate da impianti e apparecchi per la telefonia mobile (il raggio di azione è di circa 250 metri ndr)».
Il piano della telefonia era stato già stilato sotto la scorsa amministrazione e votato in consiglio a maggio 2014, poco prima del voto: forse a causa del momento particolare nei 60 giorni disponibili per le osservazioni ne è arrivata soltanto una agli uffici del Comune. Per questo l'attuale giunta ha deciso di congelare il piano, fare delle migliorie e approvarlo nuovamente così da poter mettere a disposizione dei cittadini altri 60 giorni per nuove osservazioni.
I criteri. Nella redazione del piano sono stati seguiti alcuni criteri generali, tenendo conto delle necessità di copertura del servizio in tutta la città e in particolare nelle zone dove adesso le compagnie non riescono a dare la sufficiente copertura, come ad esempio nelle aree di Santa Lucia, La Pietà o via Bologna. Le compagnie hanno indicato la necessità di 65 nuove antenne, ma l'amministrazione ha individuato e darà l'autorizzazione solo per 23 siti.
Questi i criteri seguiti: le antenne dovranno essere posizionate in aree urbane, dove possibili industriali, e non in aree a parco; gli impianti dovranno essere posizionati preferibilmente presso reti o impianti tecnici e infrastrutturali; dovranno essere schermati da alberi o integrati in impianti gia esistenti; dove possibile si dovranno utilizzare infrastrutture già esistenti per posizionare le nuove celle.
Le osservazioni. «Nonostante la massima attenzione degli uffici nella relazione del piano e l'individuazione delle aree- prosegue Alessi - nei prossimi due mesi verranno vagliate tutti i suggerimenti che saranno presentati dai cittadini». Con la variante appena approvata sono stati eliminati 20 siti presenti nel piano della telefonia mobile precedente perché non richiesti o in sovrapposizione con altri. «La presenza di un'antenna comporta sempre motivo di preoccupazione da parte dei residenti, nonostante siano sempre rispettati, ovviamente, tutti i limiti imposti dalla legge. E' altrettano innegabile la necessità indicata dalle compagnie di garantire un servizio sempre più richiesto dalla popolazione, abituata a restare connessa 24 ore al giorno - conclude Alessi - Come amministrazione ci sentiamo in dovere di regolamentare la presenza di nuove antenne per evitare che il rapporto sia soltanto tra privati, con il rischio di vedere antenne spuntare ovunque».
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