Il Tirreno

Prato

Lettera di minacce al sindacalista Cgil

di Alessandra Agrati
Lettera di minacce al sindacalista Cgil

É legata alla decisione della funzione pubblica di difendere i lavoratori della Rsa di Narnali. «É scritta a mano, da una donna»

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PRATO. Una lettera minatoria è stata recapitata a Giovanni Iorio segretario della funzione pubblica della Cgil, per dissuaderlo a difendere i lavoratori di Asl e Astir coinvolti negli abusi all' interno della Rsa di Narnali. «La lettera - ha raccontato il sindacalista - mi è arrivata per posta martedì mattina, è scritta a mano, probabilmente da una donna perchè al posto dei punti sulle i vengono utilizzati dei cerchi. Chi scrive ha una buona cultura. Ho portato il documento in Procura, ci sono anche minacce verso i lavoratori, dei 17 indagati 9 sono iscritti alla Cgil».

Iorio, che ha riferito della lettera durante un dibattito sulla Rsa di Narnali organizzato da Notizie di Prato al Tondo di Mercatale non sembrava particolarmente preoccupato. «Ho avuto minacce più gravi - ha scherzato - ma facendo il sindacalista è necessario prendere posizioni. Prima di prendere qualsiasi decisione è necessario che la giustizia faccia il suo corso, almeno il primo grado. Diffido da qualsiasi giustizia sull' onda dell' emozione. Mi fa paura la petizione on line per il licenziamento dei lavoratori».

Iorio cinque anni fa aveva presentato denuncia contro un lavoratore che aveva commesso reati «ancora più gravi di quelli che si sono verificati a Narnali. Al tempo abbiamo avuto problemi trovare chi volesse essere coinvolto in prima persona, ci siamo creati uno stratagemma che ha funzionato. Diciotto mesi fa abbiamo presentato una richiesta di intervento all' asl proprio sulal struttura di Narnali, tredioci punti critici su cui intrvenire, ma non abbiamo avuto rispotsa».

All'incontro "Rsa Narnali, mai più" sul palco oltre al direttore della testata online Claudio Vannacci l'assessore al sociale del Comune di Prato Luigi Biancalani, il consigliere regionale Pd Nicola Ciolini, il segretario della funzione pubblica Cgil Giovanni Iorio, la psicologa Teresa Zucchi e l'avvocato penalista Enrico Martino che ha avuto il compito di spiegare l'iter processuale che si prospetta per i 17 dipendenti coinvolti e indagati a vario titolo. «Gli arresti domiciliari - ha spiegato Martino - vengono concessi nel caso in cui c'è la possibilità che il reato venga ripetuto, oppure se sussiste la possibilità che l'indagato fugga o inquini le prove. Nessuna delle tre ipotesi è riscontrabile per i 17 indagati. Da qui la decisione di non applicare questa misura cautelativa. Per quanto riguarda il reato di maltrattamento è necessario dimostrare che il fatto si è ripetuto nel tempo e non è stato un caso sporadico».

Fatta chiarezza su uno degli aspetti che ha sollevato una vera ondata di indignazione, spesso espressa sui Social network, Giovanni Iorio ha espresso tutta la sua indignazione per l'iniziativa di lanciare una petizione online, che ha raggiunto le 11 mila firme , in cui si chiede il licenziamento degli indagati.

«Bisogna aspettare almeno la sentenza di primo grado prima di prendere qualsiasi decisione, quando Asl ci ha convocati per annunciare che avrebbe interrotto il rapporto con Astir, visto il momento particolare, non abbiamo sollevato nessuna obiezione, ma poi abbiamo preso una posizione chiara, anche perchè diciotto mesi fa abbiamo inviato alla stessa direzione sanitaria un documento diviso in tredici punti in cui si raccoglievano alcune criticità della struttura. Anche nella Rsa di Narnali il clima lavorativo era pesante come l'organizzazione del lavoro: una parte dei dipendenti rispondevano ad Asl, l'altra ad Astir, due diverse catene di comando».

Un connubio pubblico privato che non piace al consigliere regionale Ciolini. «Avere una partecipazione mista crea un problema di riferimento e di assunzione delle responsabilità, inoltre troppo spesso il settore del sociale è stato utilizzato come serbatoio di manodopera, soprattutto per chi è uscito dal tessile. Invece è un impiego che oltre alle competenze necessita anche di una sorta di vocazione». Un clima pesante psicologicamente che è stato analizzato dalla psicologa Teresa Zucchi. «Si è verificato un caso di sindrome di Bourner, per cui i dipendenti hanno sviluppato una sorta di apatia e di distacco dalla realtà. Mantenendo ferme le responsabilità di ciascuno, credo che in situazioni come queste sia sempre necessaria la figura di uno psicologo o psichiatra che riesca a interpretare in modo corretto i primi segnali di cedimento». A spezzare una lancia a favore di Astir è intervenuto l'assessore Biancalani.

«L'amministrazione comunale ha subito un grave danno di immagine, la struttura diurna di Narnali per i malati di Alzhaimer era il fiore all' occhiello del nostro territorio, abbiamo avuto delegazioni anche americane che sono venute a studiare questo modello. Non ho mai avuto lamentele a proposito dei maltrattamenti, qualcuna sulle rette alte e sul vitto, i medici di famiglia che visitavano gli ospiti non hanno mai rilevato nulla. Il comune ha rapporti con Astir, che è bene ricordarlo impiega 800 perone, e fino ad oggi non ci sono stati problemi».

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