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Prato

Cenni rinviato a giudizio per bancarotta

Cenni rinviato a giudizio per bancarotta

L’ex sindaco sarà processato insieme ad altri 5 imputati. In nove hanno patteggiato. Viscomi: «Rinuncio alla prescrizione»

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PRATO. L'ex sindaco Roberto Cenni è stato rinviato a giudizio ieri dal giudice dell’udienza preliminare Angela Fantechi nell’ambito del procedimento penale nato in seguito al crac del Gruppo Sasch. Cenni è accusato di bancarotta fraudolenta e di altri reati fiscali insieme ad altri 15 imputati, nove dei quali, però, sono usciti ieri dal processo grazie ad altrettanti patteggiamenti. All’ultimo momento aveva chiesto di patteggiare anche Roberto Cenni, ma il pubblico ministero Lorenzo Gestri, che ha rappresentato l’accusa nella lunghissima udienza preliminare insieme al collega Antonio Sangermano, ha dato parere contrario. L’avvocato Manuele Ciappi proponeva una pena finale di due anni, sospesa, grazie alle attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti. Una pena che secondo il pubblico ministero non è congrua perché Cenni è ritenuto la figura centrale dell’inchiesta e della presunta bancarotta. Dunque si farà il processo, e in quella sede l’ex sindaco potrà tentare di dimostrare la propria innocenza, o al limite chiedere di nuovo il patteggiamento.

Altri nove imputati, come detto, hanno ottenuto di poter patteggiare. Si tratta di Mario Pacetti, già braccio destro di Cenni nella Sasch, che ha ammesso alcune responsabilità nel corso dell'udienza preliminare, tirando in ballo alcuni dei coimputati; Giuseppe, Gianluca e Giacomo Giovannelli, i soci storici di Roberto Cenni nel Gruppo Sasch, per i quali sono state proposte condanne contenute nei due anni di reclusione con pena sospesa; Antonio Rosati, cognato di Roberto Cenni; l'amministratore Riccardo Serravalle ; i sindaci revisori Andrea Pasquinelli e Luca Porciani; l'amministratore Michele Tardi.

Degli iniziali 17 indagati ne restano dunque sei, visto che Lando Giovannelli è deceduto nel frattempo. Si tratta di Roberto Cenni, Giacomo Cenni, Annibale Viscomi, Fabrizio Viscomi, Antonio Compagna e Carlo Mencaroni. Non si procederà invece nei confronti di Elena Ciambellotti.

All’udienza di ieri l’avvocato del commercialista Annibale Viscomi, Gaetano Berni, ha presentato un’istanza di rinvio perché il suo assistito, a causa di precarie condizioni di salute, non poteva essere presente. La Procura ha insistito perché l’udienza venisse comunque celebrata e il giudice ha deciso che si doveva andare avanti.

Lo stesso Viscomi ha poi fatto sapere di non aver voluto patteggiare e che rinuncerà all'eventuale prescrizione perché è convinto di poter dimostrare la propria innocenza nel processo.

L’avvocato Berni in una delle precedenti udienze aveva sollecitato la modifica del capo d’imputazione, alla luce della recente modifica delle norme sul falso in bilancio. Si era pensato che il capo d’imputazione venisse effettivamente modificato, con un ulteriore allungamento dei tempi del procedimento, ma alla fine i sostituto Gestri e Sangermano hanno deciso di lasciarlo immutato.

Sarà il giudice del dibattimento, se vorrà, a prendere in considerazione norme più favorevoli agli indagati. Il ragionamento fatto dalla Procura è che le modifiche non vadano a intaccare il complesso dell’impianto accusatorio.

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