Sicurezza
Progetto sociale alla Pietà: trovi case (popolari) e anche lavoro
Il piano di trasformazione del Comune di Prato di un immobile in via Gobetti dove nasceranno 13 appartamenti Epp e 5 laboratori oltre a una corte aperta alla città con verde e un piccolo palco
PRATO. Tredici case popolari in una delle zone più chic della città: alla Pietà. Nessuna sorpresa, perché in realtà l’immobile è già destinato da tempo immemorabile a ospitare le famiglie meno fortunate. Quello di cui si parla è il caseggiato antico, a forma di “elle” situato tra via Gobetti (la strade che porta dritta dritta nella piazzetta della Pietà) e via della Fonderia, proprio di fonte all’ex Magnolfi. «E’ il Comune - spiega l’assessore all’Urbanistica Valerio Barberis - che si incarica di realizzare l’intervento per conto di Epp (Edilizia pubblica popolare), in un immobile di sua proprietà e che ha già le destinazioni giuste».
Particolare, in effetti, la storia di quell’edificio che in origine era nato come sede di officine per l’avviamento degli orfani al lavoro ospiti dell’istituto Magnolfi, e che venne poi destinato a un centro di lavoro per gli operai impegnati a costruire la ferrovia. Ecco, le destinazioni di uso di quell’immobile non cambieranno poi molto: una parte case popolari «me realizzate con materiali ottimi, rifinite - spiega il progettista l’architetto del Comune Antonio Silvestri - e pensando al risparmio energetico con un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica e pannelli solari termici per la produzione di acqua calda» e una parte lavoro.
Complessivamente al primo piano dell’immobile saranno realizzati undici appartamenti con una metratura che varierà dai 44 fino agli 80 metri quadrati. Al piano terra verranno realizzati altri due appartamenti «ma questa volta destinati unicamente ai portatori di handicap» spiega Silvestri. Saranno più ampi: 100 metri quadrati senza barriere architettoniche e con all’interno tutto a norma per i portatori di disabilità. Ogni appartamento avrà a disposizione un posto auto. Il resto del piano terreno ospiterà cinque laboratori artigianali per un complessivo di 460 metri quadrati.
Ed è qui un’altra particolarità del progetto: «Non si tratta unicamente di realizzare case popolari delle quali, per altro, Prato ha grandissima necessità - spiega l’assessore Barberis - questo è un progetto sociale di recupero, il primo nel suo genere a Prato». Cosa significa? Significa che una volta realizzati i laboratori artigiani «che potranno essere i più svariati - prosegue Barberis - di musica, piuttosto che di ceramica», non verranno messi sul mercato ma finiranno in un bando pubblico: «Chi li vorrà in affitto per svolgere la propria attività - continua l’assessore - dovrà anche presentare un progetto didattico per insegnare agli occupanti delle case popolari un attività». Proprio come succedeva tanti e tanti anni fa quando lì, in quegli ambienti, qualcuno insegnava un futuro ai bambini orfani. Ovvio che i laboratori saranno aperti alla partecipazione anche di tutti i cittadini che avranno interesse a partecipare.
Verrà completamente rifatta anche la corte interna: con verde, sedute e un palchetto «così da consentire di proseguire quella che è l’attività teatrale dell’ex Magnolfi - spiega Silvestri - anche in questo nuovo spazio aperto alla città». Per raggiungerlo semplicemente, il progetto (che avrà un costo complessivo di quasi 2 milioni) prevede una nuova via d’ingresso: la stecca di edifici su via della Fonderia verrà tagliata nel mezzo per creare una strada privata che porterà nel cuore del complesso.
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