Sicurezza
Cofferati si candida a padre nobile della nuova sinistra
L'europarlamentare è intervenuto al dibattito organizzato da Left Lab e La Parte mancina in via del Filippino
PRATO. Sergio Cofferati si candida a essere il padre nobile del soggetto politico che nascerà a sinistra del Partito democratico, ma non ne vuole essere il leader. L’europarlamentare uscito dal Pd, già segretario generale della Cgil e sindaco di Bologna, lo ha detto chiaro ("noi abbiamo già dato") nel corso dell’assemblea organizzata da Aut e da La Parte mancina martedì 21 in via del Filippino. Cofferati era il nome di spicco del dibattito, accanto alla parlamentare Elly Schlein, anche lei uscita dal Pd, a Marco Furfaro del coordinamento nazionale di Sel, la ex consigliera regionale Daniela Lastri, Maurizio Brotini della segreteria regionale Cgil e i due organizzatori, Diego Blasi di Left Lab e Manuele Marigolli della Parte mancina.
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Una serata che, nonostante il caldo asfissiante, ha attirato un centinaio di persone in via del Filippino, chiusa per l’occasione, a dibattere su come può nascere e soprattutto cosa può essere questo nuovo soggetto politico. Tutti d’accordo sul fatto che l’orientamento del governo Renzi ha aperto un grande spazio a sinistra. Ora si tratta di riempirlo. Qui cominciano i problemi, non tanto e non solo per i contenuti, quanto per i protagonisti. Nel contenitore dovrebbero finire Sel, il movimento Possibile di Civati, Rifondazione comunista, la Coalizione sociale di Landini e altri movimenti. Più di uno aspira a esserne il leader, e per questo Cofferati nel suo intervento ha detto che serve generosità. Probabilmente si riferiva a Pippo Civati, che non nasconde di voler prendere la guida. Appassionato l’intervento di Elly Schlein, ancora di più quello di Marco Furfaro, accolto da un'ovazione quando ha annunciato che era stato sfiduciato il sindaco di Sesto Fiorentino Sara Biagiotti, e che ha concluso dicendo che serve dare al popolo la sinistra che merita e ha proposto una consultazione in cui uno vale uno per scegliere il leader saltando le decisioni prese a tavolino da pochi.
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