Sicurezza
I bocciati finiscono dietro ai fornelli
All’alberghiero Datini non c’è posto nell’indirizzo “sala”. Chi è stato respinto viene spostato nell’indirizzo “cucina”
PRATO. Non bastava la doccia fredda della bocciatura, ora anche il trauma di dover cambiare percorso di studi all'alberghiero, con un passaggio dall’indirizzo “sala” a “cucina”. Con buona pace dei genitori ai quali toccherà ricomprare libri e divisa per i figli, sborsando delle belle cifre. La motivazione? La classe è al completo e, a fronte di 27 posti disponibili, il consiglio d’istituto ha deciso di dare la priorità gli alunni promossi che arrivano dalle seconde classi. Accade all’istituto “Datini” dove fioccano le proteste di alcuni genitori per i figli bocciati al terzo anno provenienti dall’indirizzo “sala”: in pratica, si trovano costretti a traghettare verso un altro percorso di studi che non avevano scelto, in barba alla continuità e a quel diritto di “prelazione” che un ragazzo bocciato comunque dovrebbe sempre comunque avere.
Laura Ferroni, mamma di una studentessa bocciata, non riesce a farsene una ragione ed è per questo che ha mandato una lettera al preside Daniele Santagati chiedendogli una spiegazione. «Casualmente ai primi di luglio – racconta Laura - al momento di recarsi in segreteria per l’iscrizione, mia figlia ha scoperto che non avrebbe ripetuto la classe terza dell’indirizzo “sala” perché spostata a un altro indirizzo insieme ad altri suoi 15 compagni bocciati. Si troverà così alle prese con materie nuove mentre noi genitori saremo costretti ad affrontare nuovamente l'acquisto di molti libri nuovi per via delle materie diverse. Tutto ciò, dopo la bocciatura, viene vissuto dai ragazzi come una seconda punizione». Si parla di 200-300 euro per le spese che le famiglie dovranno sostenere (solo la divisa professionale costa 150 euro). E poi, in definitiva, guardando ai futuri sbocchi, fa differenza un lavoro dietro ai fornelli oppure in una sala di ricevimento.
Il fatto è che, anziché due come nello scorso anno, a settembre prossimo al “Datini” andrà a comporsi una sola terza classe riconducibile all’indirizzo “sala”, in grado di accogliere 27 alunni provenienti dalle classi seconde: alla fine del primo biennio, infatti, gli studenti hanno la possibilità di proseguire il loro percorso scegliendo una serie di indirizzi di studio tra cui “sala” e “cucina”, appunto. «Capisco che la scuola si sia trovata a dover inserire nell'unica classe terza di sala un numero limitato di alunni – ha scritto Laura al dirigente Santagati - ma a mio parere si doveva prima di tutto lasciare il posto, per questione di continuità, agli alunni che già avevano frequentato lo scorso anno tale indirizzo».
Il preside: "Hanno avuto un'occasione e l'hanno persa". ll destino del ripetente di terza al “Datini”? Ripartire da zero se dell'alberghiero ha frequentato l’indirizzo “sala”. «I ragazzi bocciati – fa sapere il preside Daniele Santagati nel rispondere alla madre di uno di loro - hanno avuto un’opportunità e se la son giocata. A fronte di una sola classe che sarà formata a settembre nell’indirizzo sala, il consiglio d’istituto ha preso la giusta decisione di dare la precedenza agli alunni provenienti dalle seconde che hanno scelto questo percorso di studi. D’altro canto, il Ministero ci ha accordato una sola sezione a fronte di un maggior numero di richieste per l’altro indirizzo di cucina. Non potevamo certo costituire una classe con più di trenta persone. Queste sono polemiche che non stanno né in cielo né in terra anche perché nel frattempo i ragazzi bocciati hanno già conseguito la qualifica di operatore di sala al termine del triennio».
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