Il dolore
Malaparte dimenticato Nessuno va a Spazzavento
Il Comune da due anni ha smesso di organizzare la commemorazione al mausoleo Appassionato porta, da solo, una corona. «La strada non è praticabile? E’ falso»
PRATO. Povero Malaparte, che anche quest’anno si ritrova solo e isolato nel suo mausoleo di Spazzavento. E pensare che qui volle farsi seppellire, «per poter sollevare il capo ogni tanto e sputare nella fredda gora del tramontano», come scrisse su quelle memorabili pagine dei “Maledetti Toscani”.
Per 52 anni, nella giornata del 19 luglio, uno dei più grandi e controversi scrittori del ‘900 che intrecciò i suoi destini con Prato (sua è una frase simbolo dell’identità pratese: “Tutta a Prato, e tutta in stracci, va a finire la storia d'Italia”), è stato commemorato sulle vette di Spazzavento dov’è sepolto: dal 1961 al 2013 andava lassù una delegazione del Comune per deporre una corona d’alloro in memoria della morte del scrittore.
Nel 2014 la cerimonia saltò con la motivazione che il sentiero per arrivare a Spazzavento risultava impraticabile e impervio. Stesso copione a distanza di un anno: niente cerimonia aspettando i lavori di sistemazione in quel tratto di sentiero ritenuto sempre impervio e pericoloso. Ma se il Comune di Prato non va da Malaparte, per il cinquantotteesimo anniversario della sua morte, i pratesi vanno per conto loro. Così oggi Manolo Nispi, cittadino particolarmente devoto all’autore di classici della letteratura italiana come "La pelle", s’è levato alla buon’ora per andare da solo a portare una corona commemorativa a Spazzavento mentre il Comune, nella prossima seduta del consiglio comunale, renderà omaggio all’illustre concittadino e presenterà il 23 luglio alla biblioteca “Lazzerini” il libro “Le Prospettive di Malaparte".
Evidentemente troppo poco per Manolo che, in vista del tradizionale pellegrinaggio sulla tomba di Curzio, si è messo al computer e scritto una mail al sindaco Biffoni per avere notizie sulla cerimonia. Gli è stato risposto così del cerimoniere Giancarlo Calamai: «Saremo costretti anche quest’anno a pubblicare un omaggio-ricordo sulla stampa cittadina, in quanto, come lo scorso anno il sentiero è tuttora impervio e in alcuni tratti pericoloso per poter organizzare il pellegrinaggio solito al mausoleo, come si svolge ormai da oltre 50 anni in ogni anniversario». E poi dalla lettera si viene a sapere che «l’amministrazione con i suoi uffici sta progettando dei lavori di sistemazione del sentiero che si presentano assai difficoltosi, per poter, almeno entro il prossimo anniversario, ripristinare la vecchia tradizione».
Ma a Manolo, uno che tiene in casa ben 250 copie dei libri di Malaparte tra cui anche alcune edizioni rare, tutto questo non suona convincente: «Sentiero impraticabile? Il 9 maggio ho partecipato alla manifestazione “Da Piazza a Piazza” e in quel punto considerato impraticabile son passate mille persone».
Cerimonia o non cerimonia, per questo cittadino vale la pena sfidare il caldo e salire fin lassù per ricordare Malaparte. «Mi piace collezionare le sue opere perché m’identifico un po' nella biografia avventurosa del personaggio. La mia preferita è “Avventure di un capitano di sventura” che non ha avuto più nessuna ristampa dopo il 1930, una storia ambientata a Prato tra piazzetta San Rocco e Galceti. Devo dire che mi fa un po’ rabbia vedere che Malaparte sia stato così dimenticato dai suoi concittadini e dall’amministrazione comunale».
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