Il Tirreno

Prato

Le operatrici “buone” «Siamo innocenti e perdiamo il posto»

Le operatrici “buone” «Siamo innocenti e perdiamo il posto»

L’esasperazione delle dipendenti del Consorzio Astir che da ieri sono a spasso dopo la risoluzione del contratto

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. «Noi non abbiamo fatto niente di male, e allora perché dobbiamo perdere il posto di lavoro?». È il grido di dolore degli operatori del Consorzio Astir impiegati nella casa di riposo di Narnali, coinvolta nell'inchiesta sui maltrattamenti agli anziani, e che da ieri sera sono a spasso, dopo che l'Asl ha deciso di risolvere il contratto con la cooperativa.

Gli operatori, quasi tutte donne, hanno incontrato la stampa nella sede del Consorzio, in via Nazario Sauro, alla presenza del presidente Loretta Giuntoli e dell'avvocato Guido Giovannelli, il cui studio ha seguito il consorzio fin dalla sua nascita.

Più di una operatrice ha le lacrime agli occhi quando parla della propria situazione. Hanno scritto una lettera in cui dicono che "il nostro rimorso più grande è di non aver compreso la gravità che si celava dietro a una situazione lavorativa lasciata senza controllo" e in cui si scusano "con le famiglie che soffrono per quanto accaduto ai loro cari". Ma ora pensano anche a se stessi e chiedono: «Perché dobbiamo essere trattati come colpevoli?». Tra loro infatti non ci sono indagati.

La presidente Giuntoli ha detto che il Consorzio farà il possibile per riassorbire in altre strutture Astir la maggior parte dei 27 lavoratori che perderanno il posto, ma al momento non c'è alcuna certezza. Per questo insieme all'avvocato Giovannelli sta valutando la possibilità di fare ricorso contro la decisione dell'Asl di fare "piazza pulita" a Narnali. Sul fronte legale Astir si prepara anche ad agire nei confronti dei propri soci lavoratori che sono finiti nell'elenco degli indagati, nel senso che potrebbe costituirsi parte civile in un eventuale processo o intentare azioni di risarcimento danni in sede civile.

Nel corso dell'incontro con la stampa, le operatrici hanno giurato di non aver notato mai niente di strano nel comportamento dei loro colleghi finiti nell'inchiesta.

Questo potrebbe spiegarsi, ha aggiunto la presidente Giuntoli, col fatto che gran parte dei maltrattamenti contestati sono avvenuti in orario notturno, quando sono presenti solo due operatori e un infermiere. Oppure, come dice una delle operatrici presenti all’incontro, «il ladro non ruba davanti agli altri».

«Quel video (quello diffuso dalla polizia, ndr) per noi è stato uno choc, un fulmine a ciel sereno» aggiungono.

Sul ritardo col quale Astir ha presentato le scuse alle famiglie, Loretta Giuntoli ha spiegato che «c’era bisogno di sedimentare un’esperienza che ci ha lasciati sconvolti». Con alcune famiglie, quelle di cui aveva l’indirizzo, Astir si è scusata privatamente. «In questi giorni faccio cattivi pensieri - ha detto la Giuntoli - E come Andreotti sono convinta che a pensar male si fa peccato ma qualche volta ci si azzecca». Traduzione: qualcuno forse usa quello che lei chiama «un pretesto» per estromettere Astir anche da altre strutture.

Insomma, il Consorzio va al contrattacco e avrebbe preferito che nella casa di riposo di Narnali fossero lasciati gli operatori non toccati dall’inchiesta. «E invece la risoluzione del contratto - sostiene Giuntoli - farà sì che gli anziani saranno doppiamente violentati, fisicamente e moralmente, perché dovranno abituarsi ad altre persone. Qualcuno prima o poi ne dovrà rispondere».

Intanto il Consorzio conferma che «verranno avviate le procedure per l’esclusione da socio» degli operatori coinvolti nell’inchiesta (14 dei 17 indagati). Gli altri, quelli non coinvolti, dicono di essere amareggiati, perché i dipendenti dell’Asl saranno ricollocati in altri settori, mentre loro rischiano di rimanere per mesi senza uno stipendio.

Paolo Nencioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa