La manifestazione
Export dei distretti toscani, Prato fatica ancora
Secondo il Monitor del servizio studi di Intesa Sanpaolo per Banca Cr Firenze le esportazioni dei distretti toscani complessivamente hanno registrato una crescia del 2,1% dove leader restano calzature e pelletteria di Firenze. Il distretto tessile di Prato cala invece dello 0,7%, tonfo di Arezzo con l'oro (meno 14%)
PRATO. Bene i distretti toscani, tutti tranne quello tessile di Prato (meno 0,7%) e il fanalino di coda di Arezzo con l'oro che registrata una caduta del 14,4%. Complessivamente però l'export dei distretti registrat un più 2,1% in primo trimestre 2015, rimanendo sopra i 3 miliardi di euro.
Secondo il Monitor del servizio studi di Intesa Sanpaolo per Banca Cr Firenze, il dato inferiore al +3% nazionale perchè condizionato in negativo dalle esportazioni di gioielli del distretto di Arezzo verso gli Emirati Arabi Uniti (-29,2%). Se si esclude tale flusso, l'incremento dell'export del 5%.
Grazie anche al sostegno offerto dalla svalutazione dell'euro, l'export verso gli Usa ha registrato una crescita del 18,3%, portando a confermarli come primo mercato di sbocco dei distretti tradizionali toscani. Anche i mercati europei, per Intesa Sanpaolo, dovrebbero offrire spunti di crescita maggiori rispetto al recente passato.
I rialzi pi vistosi sono stati messi a segno da pelletteria e calzature di Arezzo (+34,8%), cartario di Capannori (+21,9%), vini del Chianti (+25,9%), farmaceutico toscano (+20,6%), mobili di Poggibonsi e Sinalunga (+20,7), ceramica di Sesto Fiorentino (+24,1%). La pelletteria e calzature di Firenze (+4,6%) rimane il distretto leader. Tra i risultati negativi, il distretto del tessile e abbigliamento di Prato (-0,7%) e l'oreficeria di Arezzo (-14,4%).
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