Gioco
«Ho raccontato tutto ai miei capi, ora mi hanno allontanata»
Prato, l'avvocato Francesca Meucci che assiste un' operatrice sanitaria della rsa di Narnali, presenta una memoria difensiva nella quale la donna, 45 anni, rivela di essere stata maltratta lei stessa
PRATO. Una operatrice sanitaria di 45 anni, marocchina, dipendente di una delle coop che fanno capo al consorzio Astir, è stata la prima degli indagati della Rsa di Narnali a presentarsi davanti al gip Silvia Isidori per l’interrogatorio di garanzia. Lei non è stata sospesa dal lavoro e il passaggio davanti al gip sarebbe servito appunto per decidere se emettere o no l’ordinanza. I difesori ne chiedono il rigetto, il giudice si è riservato. Il motivo c’è.
L’avvocato Francesca Meucci (nell’interrogatorio era presente l’avvocato Elisa Di Salvia) che assiste la donna, ha consegnato una memoria difensiva nella quale la posizione dell’operatrice sanitaria potrebbe prendere una via diversa e del tutto autonoma rispetto agli altri sedici indagati dell’inchiesta, tra oss e infermieri, i cui interrogatori sono stati messi in calendario per domani, giovedì 16 luglio.
«Tutti vedevano quello che accadeva dentro l’Rsa di Narnali ma nessuno parlava. Io invece ho denunciato la cosa ai referenti della mia cooperativa». Questo è il contenuto della memoria nella quale la oss afferma di essere stata lei stessa oggetto di aggressioni da parte, in particolare, di una operatrice «con la quale alla fine - scrive - mi rifiutavo di lavorare». Si tratta di uno dei personaggi individuati dalle indagini della squadra mobile - grazie a intercettazione ambientali e riprese video - come più aggressivo verso gli anziani non autosufficienti ricoverati nella struttura.
La donna ha raccontato quello che vedeva, ma nulla è accaduto. «La mia assistita - spiega l’avvocato Meucci - è anche stata messa in ferie forzatamente. E in questa fase non svolge alcun lavoro con le difficoltà che si possono immaginare». La oss ha ricevuto un telegramma dalla coop Le Ginestre nel quale le si comunicano le ferie e la si invita ad «andare a prendere la sua roba».
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